lunedì 10 dicembre 2018

46P/Wirtanen


La cometa di Natale 2018 si chiama 46P /Wirtanen, scoperta il 17/01/1948 dall'astronomo statunitense Carl Alvar Wirtanen. E' una cometa gioviana con un periodo orbitale di 5,44 anni.
Era stata scelta dall'Agenzia Spaziale Europea come obiettivo della famosa missione Rosetta, ma a causa dell'esplosione del vettore scelto fu deciso di rimandare la missione, pertanto la scelta ricadde su un altro obiettivo: la 67P.
Il suo nucleo è stato stimato avere un diametro di circa 1 km, ben poca cosa rispetto ad una delle comete più famose del secolo scorso, la Hale-Bopp che aveva un diametro di 60 km ma, in virtù della sua vicinanza, si stima che potrebbe arrivare a brillare come una stella di 3-4 magnitudine, per intenderci simile alle stelle principali della costellazione dell'Orsa Maggiore.

Il 17 dicembre si troverà alla minima distanza dalla Terra a soli 0.077 UA ( 11.519.200 km) e ci aspettiamo di poterla vedere ad occhio nudo, anche se non sarà particolarmente spettacolare, ma come dice D. Levy “Le comete sono come i gatti: hanno la coda e fanno esattamente quello che vogliono”, quindi perché non sognare uno spettacolo celeste?

Attualmente la cometa si mostra di un colore verde smeraldo e come un batuffolo di cotone spicca nell'oscurità del cielo. Non mostra un'evidente coda, ma è circondata da un chioma di polveri e gas che aumentano man mano che si avvicina al Sole e il 12 dicembre si troverà al perielio.
Con l'aiuto di un binocolo l'osservazione della Wirtanen risulterà più agevole e sarà molto più gradevole osservarla. Il 15 e 16 dicembre si troverà abbastanza vicino alle Pleiadi, si consiglia di trovare un posto sufficientemente buio e lontano dalle luci cittadine.
46P/Wirtanen

Epoch 2019 Apr. 27.0 TT = JDT 2458600.5
T 2018 Dec. 12.9400 TT MPCW
q 1.055381 (2000.0) P Q
n 0.1812701 Peri. 356.3577 +0.1978514 -0.9592666 T = 2458465.43998 JDT
a 3.092088 Node 82.1539 +0.9044108 +0.0993110 q = 1.0553810
e 0.658683 Incl. 11.7449 +0.3780159 +0.2644711 Earth MOID = 0.07162 AU
P 5.44



Per cercare la cometa si rimanda alle cartine celesti sotto riportate.




Di seguito alcune foto riprese dal nostro osservatorio: 

 

lunedì 26 novembre 2018

La Missione Pathfinder




ASA
Associazione Scientifica Amatoriale
MARTE Missione Pathfinder

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La Missione Pathfinder











Il 4/12/96, da Cape Canaveral, è stata lanciata la sonda Spaziale Pathfinder, con obbiettivo Marte. Nel suo viaggio verso il pianeta rosso i tecnici della NASA hanno effettuato 4 manovre di correzione, previste dalla missione. Il 4/7/96, dopo un’orbita di avvicinamento, durata 4 giorni, alle ore 17.08 UT, la sonda è rimbalzata sul suolo marziano, nella zona chiamata Area VALLIS , iniziando la sua importante missione di esplorazione. Il Pathfinder è la prima sonda del programma NASA’s Discovery , una nuova generazione di sonde rapide da realizzare ed a basso costo, studiate per raggiungere particolari e specifici obbiettivi scientifici.

    La sonda è entrata all’interno dell’atmosfera circa 34 minuti prima dell’impatto col suolo. Inizialmente gli scudi termici l’hanno protetta dalle alte temperatura dovute all’attrito con l’atmosfera, in relazione alla velocità di ingresso della sonda, successivamente si sono aperti i paracaduti per rallentare il moto. Il radar altimetrico, montato a bordo, a circa 1,5 Km da suolo è entrato in funzione, facendo attivare gli “Airbarg”, dodici palloni gonfiati con lo scopo di proteggere la sonda e il suo carico al momento dell’impatto con la superficie di Marte. Successivamente al primo impatto la sonda, ha effettuato alcuni rimbalzi sul suolo, fino a terminare in posizione di quiete. Successivamente gli “AirBag” si sono sgonfiati. Circa 75 minuti dopo l’atterraggio il LANDER si è aperto iniziando le comunicazioni con la terra. Inviando le prime immagini in bianco e nero del suolo marziano. La sonda Pathfinder è composta da un LADER e un Robot Rover “Sojourner”.

ROBOT ROVER SOJOURNER

      Sojourner: nome femminile in onore ad una donna di colore che visse durante i tumultuosi anni della guerra civile americana.
      Il Robot è lungo 65 cm, largo 30 cm,e alto 30 cm, con un peso di 10.6 Kg. Ha a bordo un Alfa Proton spettrometro a Raggi-X, 3 camere per riprese video che forniscono immagini stereo. Ha una potenza max di 16 Watt, i pannelli solari di cui è dotato gli forniscono 100Watt/h per giorno.
      E' dotato di 6 ruote in alluminio dal diametro di 16 cm, e di particolari sospensioni che gli permettono un'ottima stabilita durante la sua marcia sullo scabroso terreno marziano; permettendo al veicolo di inclinarsi di un massimo di 45° su di un lato, di attraversare ostacoli che hanno un altezza di 20 cm. Le ruote sono dotate di sensori che in ogni istante rivelano le condizioni in cui si trova il veicolo, permettendo di arrestare la sua marcia in situazioni critiche. Ogni ruota si muove in modo indipendente dalle altre.
      Inoltre, il veicolo compie una serie di esperimenti che permetteranno di migliorare i futuri Robort da inviare su Marte. Questi esperimenti includono: ricostruzione geometrica del suolo tramite le immagini del veicole e del Lander; studio del suolo, che aiuteranno a costruire nuovi modelli di ruota. Gli srumenti a bordo del Sojourner, determineranno le condizione del veicolo, informando sulle condizioni del veicolo stesso; controllerà l'efficacia dei collegamenti radio, verificherà l'abrasione dei diversi materiali che compongono le ruote.
      Gli scienziati inoltre studerianno l'aderenza delle polveri accumolate sui pannelli solari, e direttamente misurare la massa tramiite il sensore di microbilanciamento al quanrzo.
      Il veicolo è dotato di un computer con microprocessore Intel 80C85, 8-bit che esegue 100.000 istruzioni al secondo. Questo Microprocessore è stato scelto per il basso costo e per l'affibilità dimostrata. Il computer permette al veicolo di muoversi autonomamente sul suolo marziano decidendo il percorso più vantaggioso per raggiungere un obbiettivo.

      IL LANDER

      Il Lander  ha una struttuta piramidale, e poggia su 3 lati dove sono alloggiati pannelli solari per una superficie totale di 0,9 metri, che gli forniscono un'energia di 1,200 Watt/ora per ogni giorno. Inoltre è dotato di una batteria Argento-Zinco che gli fornisce una potenza di 40 Amp-ora durante la notte. Il Lander è dotato di strumenti per il rivelamento delle caratteristiche dell'atmosfera e della metereologia di Marte. Ha una telecamera composta da due ottiche che permettono la visione stereo, questa è dotata di filtri per acquisire immagini a 12 colori nelle bande comprese tra 0,35-1,1 micron.Dalla composizione di immagini , ottenute con fitri diversi, si ottiene l'immagine finale. La telecamera ha un campo di visione di 14° sia in verticale che in orizzontale, e rileva un frame ogni 2 secondi (256x256 pixel). La sonda è dotata di un antenna per il trasferimento dei dati acquisiti alla terra. I dati raccolti vengono immagazzinati nel computer IBM 6000 (32-bit), in grado di eseguire 20 milioni di istruzioni al secondo che ha una capicita di 128MB Ramdon. Il computer ha il compito di immagazzianare e successivamente trasmettere a terra i dati raccolti duranteil volo, la discesa sul pianeta, nonchè tutte le informazione che fotnite dagli strumenti del Lander ed del Rover. Il lander dovrebbere restare attivo per circa 30 giorni.

      Gli OBIETTIVI della MISSIONE**




L'obbiettivo della missione Mars Pathfinder, è lo studio scientifico della forma e struttura della superfice di Marte, la sua geologia, con il compito di esaminare la composizione degli elementi e la mineralogia della superfice del pianeta rosso; esaminare le proprietà magnetice delle polveri, e condurre una serie di ricerche sull'atomsfera, esaminandone la struttura e i fenomeni metereologici; studiare i meccanismi e le proprietà del materiale del suolo; studiare la rotazione e l'orbita di Marte.
Nei giorni della missione la telecamera stereo del lander ha effettuato riprese panoramiche della superficie, che serviranno per lo studio geologico del pianeta e l'interazione con l'atmosfera. Studiando la disposizione delle rocce gli scienziati cercheranno di capire i processi geologici che hanno creato e modificato Marte. Il rover nel contempo ha effettuato delle riprese durante il suo movimento sulla superficie marziana; analizzando le tracce che le ruote imprimono sul suolo, gli studiosi cercheranno di trovare delle risposte alle loro domande. L'APXS montato sul veicolo serve a misurare la composizione delle rocce e della superficie e la loro mineralogia.












      Marte visto da HUBBLE. La prima immagine ottenuta il 18/8/96, quella sotto il 15/10/96. Si noti l'evoluzione atmosferica nella calotta polare.


      ">Nell'immagine è rappresentata la temperatura rilevata dal lander - punti blu - e dalla sonda Viking - punti in nero.
      Durante l'"ammartaggio" il Pathfinder, ha misurato la temperatura, la densità dell'atmosfera a vari altitudini, iniziando a registrare i dati a circa 120 km dal suolo. I dati verranno comparati con quelli della missione Viking, antecedente di 20 anni. In questa fase, ma anche successivamente, sono stati registrati i dati relativi alla velocità e direzione dei venti, la distribuzione e l'abbondanza del vapore acqueo nell'atmosfera.
      La dinamica della rotazione e dell'orbita del pianeta vengono studiate tramite banda -X e l'effetto Doppler ottenuti attraverso i segnali radio tra il lander e la Terra. Misurando l'intervallo tra l'invio e il ritorno dei segnali si determinerà in modo accurato la distanza tra la Terra e l'Ares Vallis, dov'è atterrato il lander. I tecnici dopo alcuni giorni sono stati in grado di stabilire con l'approssimazione di un metro il punto esatto in cui si trova il lander.
      Una volta ottenute queste informazioni si è potuto determinare con esattezza il polo di rotazione di Marte. Conoscendo l'orientamento e la rotazione dell'asse del pianeta gli scienziati potranno calcolare il graduale spostamento nello spazio dei poli verificato nel corso di molti secoli. Queste misurazioni verranno confrontate con quelle ottenute dalla sonda Viking, per confermare la teoria nella quale si ipotizza che Marte abbia un "cuore" metallico. Si spera così di ottenere nuove ipotesi che agiscono sui materiali volatili, quali l'acqua e il diossido di carbonio, che ciclicamente mutano di stato, da solido a gassoso e viceversa. Ciò dovrebbe gettare nuova luce anche sul rapporto che intercorre tra i cambiamenti di densità dell'atmosfera e le variazioni di dimensione dei poli.
      Ares VallisAres Vallis (clicca sull'immagine)
      Il luogo scelto dalla NASA per l'atterraggio del lander è ubicato in una zona di Marte chiamata Ares Vallis, ove si verificarono grosse inondazioni di acqua. L'Ares Vallis si trova a 19°4' di longitudine N e 33°1' di latitudine W, a circa 850 km a sud del luogo in cui sbarcò il Viking 20 anni fa. La zona è caratterizzata da un canale di deflusso e da una varietà di rocce. Il luogo è stato scelto da un team di 60 scienziati, che hanno dovuto tener conto di fondamentali esigenze legate alla missione. Occorreva anzitutto che il flusso dei raggi solari fosse il più intenso possibile (per permettere al robot Sojourner di avere l'energia per funzionare al meglio), che la traiettoria di atterraggio fosse tale da consentire una corretta decelerazione e infine che la zona non fosse accidentata al punto da ostacolare il rover durante l'esplorazione.




DATI SCIENTIFICI DELLA MISSIONE MARS PATHFINDERS

LE MISSIONI alla scoperta di MARTE











Mars 1, USSR, 11/1/62, Mars flyby, lost at 65.9 million miles (106 million kilometers)
Mariner 3, U.S., 11/5/64, Mars flyby, shroud failed
Mariner 4, U.S. 11/28/64, first successful Mars flyby 7/14/65, returned 21 photos
Zond 2, USSR, 11/30/64, Mars flyby, failed to return planetary data
Mariner 6, U.S., 2/24/69, Mars flyby 7/31/69, returned 75 photos
Mariner 7, U.S., 3/27/69, Mars flyby 8/5/69, returned 126 photos
Mariner 8, U.S., 5/8/71, Mars flyby, failed during launch
Mars 2, USSR, 5/19/71, Mars orbiter/lander arrived 11/27/71, no useful data returned
Mars 3, USSR, 5/28/71, Mars orbiter/lander, arrived 12/3/71, some data and few photos
Mariner 9, U.S., 5/30/71, Mars orbiter, in orbit 11/13/71 to 10/27/72, returned 7,329 photos
Mars 4, USSR, 7/21/73, failed Mars orbiter, flew past Mars 2/10/74
Mars 5, USSR, 7/25/73, Mars orbiter, arrived 2/12/74, some data
Mars 6, USSR, 8/5/73, Mars orbiter/lander, arrived 3/12/74, little data return
Mars 7, USSR, 8/9/73, Mars orbiter/lander, arrived 3/9/74, little data return
Viking 1, U.S., 8/20/75, Mars orbiter/lander, orbit 6/19/76-1980, lander 7/20/76-1982
Viking 2, U.S., 9/9/75, Mars orbiter/lander, orbit 8/7/76-1987, lander 9/3/76-1980; combined, the Viking orbiters and landers returned 50,000+ photos
Phobos 1, USSR, 7/7/88, Mars/Phobos orbiter/lander, lost 8/88 en route to Mars
Phobos 2, USSR, 7/12/88, Mars/Phobos orbiter/lander, lost 3/89 near
Phobos Mars Observer, U.S., 9/25/92, orbiter, lost just before Mars arrival 8/22/93 (8/21/93 PDT/EDT)
Mars Global Surveyor, 11/7/96, orbiter, en route to orbit insertion 9/12/97 (9/11/97 PDT/EDT)
Mars 96, Russia, 11/16/96, orbiter and landers, failed during launch
Mars Pathfinder, U.S., 12/4/96, en route to landing 7/4/97











Fonte NASA










** Questo articolo è stato pubblicato sul CD-ROM "Destinazione Marte" allegato alla rivista Computer Valley e al qotidiano "la Repubblica"

lunedì 12 novembre 2018

Astronomi: Bernardi e Carbignani

La notte internazionale della Luna 20 ottobre 2018. Come ogni anno anche il nostro osservatorio aderisce a questa iniziativa aprendo al pubblico la struttura. I visitatori ammirano il nostro merqviglioso satellite tramite i vari telescopi.
La luna la primo quarto illumina il bellissimo panaroma innanzi all'osservatorio. registriamo il sold-out.
Aspettiamo che il pubblico se ne vada per poter iniziare l'attività di ricerca sugli asteroidi.
Nell'oscurità due figue si avvicinano, pensiamo che si tratti dei soliti ritardatari ed invice, l'uomo pronuncia il mio nome.
E' Fabrizio Bernardi, l'astronomo che ha scoperto Aphopis e la cometa 268P porta il suo nome.


Martina Fragari, Romina Agresti, Luca Nerli, Luciano Tesi, Martina Maestripieri, Fabrizio Bernardi, Io.

E cosi abbiamo avuto l'onore ed il paicere di misurare un NEOCP. Il giorno dopo è uscita la circolare relativa alla coperta del NEA 2018 UO1, Un onore avere tra gli osservatori Fabrizio che si occupa da anni presso lo SpaceDys dello studio della dinamica degli asterodi, determinando l'orbita e calcolando la probabilità di impatto sulla Terra, tramite il sito NeoDys.


Sabato 27 ottobre, a Genova nel corso della manifestazione Festival della scienza, l'Astronomo Albino Carbognani racconta la storia della scoperta dell'anello intorno al Pianeta nano Haumea.

Il gruppo deico-scopritori di San Marcello si sono recati a salutare l'Astronomo che è rimasto piacevolmente sopreso della nostra presenza.
"A poco più di un anno dalla pubblicazione su "Nature" della scoperta dell'anello attorno al pianeta nano Haumea, è stata una vera emozione illustrare a un folto pubblico la storica occultazione stellare del 21 gennaio 2017. Se poi sei al Festival della Scienza di Genova e ti trovi in sala, a sorpresa, il team dell'osservatorio di San Marcello Pistoiese coautore della scoperta, il piacere raddoppia. Tanta la curiosità delle persone che, per oltre un'ora e mezza, ha viaggiato con la mente verso i confini del Sistema Solare. Un grazie di cuore all'Associazione Ligure Astrofili Polaris che ha gestito in modo impeccabile tutta l'iniziativa!"

Di seguito il video della conferenza







venerdì 9 novembre 2018

ANSA

Sull ansa il mio intervento su alcuni asteroidi che si avvicinerranno a nvembre 2018 alla Terra



sabato 22 settembre 2018

Bolide del 20/09/2018

La sera del 20 settembre, mentre eravamo in osservatorio giungeva un messaggio da Domenico Antonacci, informandoci che alle ore 21:36 circa aveva visto un bolide luminoso ad ovest.

La telecamera PRISMA del nostro osservatorio non ha registrato nessun "evento"  questo significa che il meteorite non è stato ripreso e che  quindi non sono stati acquisiti i frames singoli. Guardando nelle cartelle, nelle quali comunque vengono salvate le immagini, troviamo un frames nel quale si vede il bolide basso sull'orizzonte sud-Ovest






Immediatamente si è cercato di individuare un'ipotetica zona interessata all'evento.


Come si vede, la zona interessata dall'evento verosimilmente ricade in Sardegna-

Nel frattempo molte segnalazioni arrivano sui social, grazie alle quali è stato possibile determinare in modo più preciso la traiettoria.


Le osservazioni visuali confermano le previsioni da noi effettuate.

La notizia dell'avvistamento viene riportata il giorno successivo  in varie testate on-linw: RepubblicaAnsa, Olbia ecc e sulla pagina del progetto PRISMA.