martedì 21 novembre 2017

2017 WM1

E cosi alla fine anche il fatellone si dedica allo studio di asteroidi e lo fa in grande stile, progettado e relaizzando un telescopio Newtoniano 40 cm.
Dopo le poche prove di collaudo inzia al "giocare con i NEOCP, arrivando ad ottenre ben 105 MPEC-
Inaugurato a settmbre 2017l'osservatorio K63 G. Pascoli Observatory, Castelvecchio Pascoli, sistema semiautomatico puo essere comandato in remoto, 


E cosi arrviviamo alla sera del 20 Novembre 2017, che in circostante familiari ci ritroviamo ad osservare...  in compagnia di vivace gattino


di seguito il resoconto tratto dal Bolg di Robacci.

Trattasi della circolare elettronica  MPEC 2017-W83 : 2017 WM1   del Minor Planet Center in cui sono presenti le misure astrometriche degli osservatori  K63 e 104 in cui come “Observer” è presente Bacci Paolo,mio fratello  ! Le misure sono state effettuate a circa 24 ore di distanza e determinano l’orbita  di un asteroide NEO.
M.P.E.C. 2017-W83                                Issued 2017 Nov. 20, 20:21 UT

     The Minor Planet Electronic Circulars contain information on unusual
         minor planets and routine data on comets.  They are published
    on behalf of Division F of the International Astronomical Union by the
          Minor Planet Center, Smithsonian Astrophysical Observatory,
                          Cambridge, MA 02138, U.S.A.

             Prepared using the Tamkin Foundation Computer Network

                              MPC@CFA.HARVARD.EDU
            URL http://www.minorplanetcenter.net/    ISSN 1523-6714

                                   2017 WM1

Observations:
     K17W01M* C2017 11 18.29388 02 24 57.837+27 51 05.63     20.8 wLEW083F51
     K17W01M  C2017 11 18.30627 02 24 51.895+27 53 03.96     20.8 wLEW083F51
     K17W01M  C2017 11 18.31869 02 24 45.915+27 55 02.46     20.6 wLEW083F51
     K17W01M KC2017 11 18.88760 02 20 14.68 +29 26 02.5      20.7  UEW083104
     K17W01M KC2017 11 18.89558 02 20 10.62 +29 27 20.1      20.6  UEW083104
     K17W01M KC2017 11 18.90361 02 20 06.57 +29 28 38.7      20.7  UEW083104
     K17W01M  C2017 11 19.01789 02 19 08.45 +29 47 08.2      20.5 VSEW083033
     K17W01M  C2017 11 19.02249 02 19 06.07 +29 47 53.9      20.4 VSEW083033
     K17W01M  C2017 11 19.14766 02 18 07.08 +30 08 43.4      20.7 GUEW083I52
     K17W01M  C2017 11 19.14862 02 18 06.61 +30 08 52.5      20.5 GUEW083I52
     K17W01M  C2017 11 19.14958 02 18 06.06 +30 09 01.8      21.5 GUEW083I52
     K17W01M  C2017 11 19.15054 02 18 05.59 +30 09 11.7      20.3 GUEW083I52
     K17W01M  C2017 11 19.19086 02 17 44.52 +30 15 54.1      20.2 RoEW083926
     K17W01M  C2017 11 19.19400 02 17 42.83 +30 16 25.7      20.1 RoEW083926
     K17W01M  C2017 11 19.19714 02 17 41.24 +30 16 56.5      20.3 RoEW083926
     K17W01M KC2017 11 19.27504 02 16 59.21 +30 29 40.7      20.5 RqEW083734
     K17W01M KC2017 11 19.27891 02 16 57.15 +30 30 18.7      20.1 RqEW083734
     K17W01M KC2017 11 19.28230 02 16 55.39 +30 30 52.9      20.4 RqEW083734
     K17W01M KC2017 11 20.15235302 09 11.41 +32 57 29.7      20.4 VuEW083H21
     K17W01M KC2017 11 20.15810102 09 08.09 +32 58 29.2      20.6 VuEW083H21
     K17W01M KC2017 11 20.16393602 09 04.68 +32 59 29.2      20.6 VuEW083H21
     K17W01M  C2017 11 20.35663 02 07 12.48 +33 32 36.5      20.1 RoEW083926
     K17W01M  C2017 11 20.35992 02 07 10.54 +33 33 09.7      20.3 RoEW083926
     K17W01M  C2017 11 20.36318 02 07 08.62 +33 33 42.7      20.1 RoEW083926
     K17W01M KC2017 11 20.74315 02 03 31.07 +34 39 23.9      19.6  UEW083K63
     K17W01M KC2017 11 20.74794 02 03 28.15 +34 40 14.3      19.6  UEW083K63
     K17W01M KC2017 11 20.75170 02 03 25.85 +34 40 54.0      19.8  UEW083K63

Observer details:
033 Karl Schwarzschild Observatory, Tautenburg.  Observers F. Ludwig,
    B. Stecklum.  Measurer B. Stecklum.  1.34-m f/3 Schmidt + CCD.
104 San Marcello Pistoiese.  Observers P. Bacci, M. Maestripieri, M. D. Grazia.
    Measurers P. Bacci, L. Tesi, G. Fagioli.  0.60-m reflector + CCD.
734 Farpoint Observatory.  Observer G. Hug.  0.69-m reflector + CCD.
926 Tenagra II Observatory.  Observers M. Schwartz, P. R. Holvorcem.  Measurer
    M. Schwartz.  0.81-m f/7 Ritchey-Chretien + CCD.
F51 Pan-STARRS 1, Haleakala.  Observers J. Bulger, T. Lowe, A. Schultz,
    M. Willman.  Measurers K. Chambers, S. Chastel, L. Denneau, H. Flewelling,
    M. Huber, E. Lilly, E. Magnier, R. Wainscoat, C. Waters, R. Weryk.  1.8-m
    Ritchey-Chretien + CCD.
H21 Astronomical Research Observatory, Westfield.  Observer R. Holmes.
    Measurers S. Foglia, L. Buzzi, T. Linder, R. Holmes.  0.76-m f/3.0
    astrograph + CCD.
I52 Steward Observatory, Mt. Lemmon Station.  Observer R. G. Matheny.
    Measurers E. J. Christensen, D. C. Fuls, A. R. Gibbs, A. D. Grauer,
    J. A. Johnson, R. A. Kowalski, S. M. Larson, G. J. Leonard, R. G. Matheny,
    R. L. Seaman, F. C. Shelly.  1.0-m reflector + CCD.
K63 G. Pascoli Observatory, Castelvecchio Pascoli.  Observers R. Bacci,
    P. Bacci.  Measurer R. Bacci.  0.40-m f/3.2 Newtonian reflector + CCD.

mercoledì 25 ottobre 2017

1I/'Oumuamua - C/2017 U1 (PANSTARRS) interstellar comet (now A/2017 U1) -

La notte del 18/10/2017 il telescopio F51 Pan-STARRS 1, Haleakala. scopre un nuovo oggetto celeste. Inserito tra gli oggetti della pagina del Minor Planet Center NEOCP con la sigla provvisoria P10Ee5V.
Dall'osservatorio di 104 San Marcello Io e Martina Maestripieri la sera del 19/10/2017 CONFERMIAMO il corpo celeste, cioè siamo i primi ad averlo ritrovato dopo gli scopritori.
Il 25/10/2017 alle ore 03:53 UT esce la circolare MPEC 2017-U181: COMET C/2017 U1 (PANSTARRS), con la quale viene annunciata la scoperta della Cometa C/2017 U1.

Questa MPEC è davvero insolita in quanto riporta un avviso:

"Further observations of this object are very much desired.  Unless there
are serious problems with much of the astrometry listed below, strongly
hyperbolic orbits are the only viable solutions.  Although it is probably
not too sensible to compute meaningful original and future barycentric orbits,
given the very short arc of observations, the orbit below has e ~ 1.2 for
both values.  If further observations confirm the unusual nature of this
orbit, this object may be the first clear case of an interstellar comet."
 
Immagine della conferma da San Marcello
 

Potrebbe trattarsi del primo caso di cometa interstellare, ovvero di una cometa non appartenete al nostro sistema solare,  con un orbita, se confermata, iperbolica.

Orbital elements:
    C/2017 U1 (PANSTARRS)
Epoch 2017 Sept. 4.0 TT = JDT 2458000.5
T 2017 Sept.  9.41719 TT                                MPCW
q   0.2515404            (2000.0)            P               Q
z  -0.7541603      Peri.  241.01670     -0.63536548     +0.68733697
 +/-0.0181483      Node    24.61531     +0.49903801     +0.71329677
e   1.1897018      Incl.  122.32770     -0.58929769     -0.13702411
From 34 observations 2017 Oct. 18-24, mean residual 0".5.



Per noi è davvero una grande soddisfazione aver partecipato attivamente a questa importante scoperta che, se verrà confermata, sarà il primo oggetto scoperto proveniente dall'esterno del sistema solare.

Al momento della conferma qualcosa non tornava tanto come ho riportato su un post: "Nella NEOCP c'è un oggetto, confermato dalla nostra Martina Maestripieri, davvero molto particolare, tanto da fare "impazzire" find_orb :-). Così sembra dalle primissime misure. Inizialmente non ci avevano riconosciuto le misure ma alla fine le hanno inserite, vedremo nei prossimi giorni. Buone osservazioni."

 

Adesso ci metteremo a lavoro e continueremo ad osservare questo debole oggetto che ha una luminosità di 20 mag.

Di seguito l'immagine ottenuta il 25/10/2017 dalle effemeridi del MPC doveva avere una Mag. di 20.6 noi lo abbiamo misurato 21.5 !!!

Seconda immagine ottenuta da San Marcello
Controllo delle misure ottenute da San Marcello

Il 25/10/2017 il Minor Planet Center con circolare MPEC 2017-U183: A/2017 U1, annuncia che l'oggetto NON è una Cometa.

Il 26/10/2017 esce la  M.P.E.C. 2017-U185 dove sono incluse le nostre misure


MPEC con le misure di San Marcello

Incrociamo le dita, potremmo entrare nella storia :-)

Animazione delle immagini di conferma
According to Gray, "Comet PanSTARRS appears to have entered the solar system from the direction of the constellation Lyra, within a couple of degrees of right ascension 18h 50m, declination +35° 13′. That's tantalizingly close to Vega — and eerily reminiscent of the plot of the movie Contact — but its exact path doesn't (yet) appear to link any particular star"

La zona da cui dovrebbe provenire l'asteroide A/2017 U1
Orbita di A/2017 U1


Ed arriva anche lo spettro ripreso da Alan Fitzsimmons al telescopio di La Palma 4.2 m, direi spostato verso il "Rosso" simile ai KBOs.
Spettro A/2017 U1

Altro colpo di scena: il 6 novembre il MPC e UAI hanno deciso una nuova designazione 1I/'Oumuamua; and 1I/2017 U1 ('Oumuamua) come da M.P.E.C. 2017-V17 .

Ulteriori osservazioni fotometriche hanno confermato l'orbita quando l'oggetto era  di mag >23 !!

Anche il VLT dell'ESO ha osservato l'asteroide riuscendo a determinare il periodo di rotazione in 7.3 h, con un discreta ampiezza nella curva di luce, dala quale si evince che l'oggetto interstellare è molto allungato con un rapporto lunghezza/altezza di 10:1 con l'asse maggiore lungo ~400 metri. Analisi spettroscopiche hanno pemesso di determnare e confermare che l'oggetto e "rosso". Questi ullteriori dati fanno pensare ad un oggetto decisamente coeso, per cui non si può escludere che sia formato anche da metalli.
Dalle sessioni fotometriche l'OSI è rosultato avere un ampizza di lumonositàdi 2.5 mag. (g= 22.15 g= 24.6).
Rappresentazione artistica

Curva di Luce di 1I/2017 U1


Letture consigliate:





domenica 15 ottobre 2017

Haumea ed il suo anello una storia da raccontare


San Marcello Piteglio – Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese
GAMP – Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese -

11 Ottobre 2017 ore 22:03 : “Noi abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”

Con questa frase si annuncia al numeroso pubblico presente in sala la scoperta.

Il 12 ottobre sulla prestigiosa rivista scientifica NATURE veniva pubblicato l'articolo dal titolo:
The size, shape, density and ringof the dwarf planet Haumea from a stellar occultation”, il cui principale autore è l'astronomo spagnolo José Luis Ortiz, ricercatore dell'Institute of Astrophysics of Andalusia (IAA-CSIC), a cui è stata attribuita la scoperta del pianeta nano HAUMEA nel 2005.



Il 21 Gennaio 2017 alle ore 03:06:00 Haumea di mag. 17.3 occulta una stella della stessa luminosità. Utilizzando il telescopio principale da 0.60-m F/4 con un FOV 35'x35' e una risoluzione di 2”/pixel, riusciamo a riprendere l'evento catturando il lieve calo di luminosità che ha permesso di scoprire l'anello.

Noi abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
Dopo un silenzio di oltre nove mesi, quella frase, pronunciata con un lieve tremolio della voce, è un terremoto nell'anima, una deflagrazione di emozioni che si sprigionano come l'esplosione di una Supernova. Consapevoli di aver fatto qualcosa al di sopra le nostre capacità, raggiunto un obiettivo che era custodito nei remoti sogni di astrofilo, ad un tratto si avvera. E' reale come lo stupore della gente in sala, incredula, gioiosa e festosa. Quel brivido che ti scorre lungo il corpo che rimarrà come una cicatrice in memoria di un giorno unico, speciale, irripetibile.
Seduti al tavolo dei conferenzieri i miei collaborati Martina Maestripieri, Luca Nerli, e Leonardo Mazzei, ascoltano in religioso silenzio e con emozione la narrazione, al momento dell'annuncio della scoperta i loro occhi diventano lucidi, come in una colonna sonora che con forza declamatoria e prepotente rivela finalmente la loro soddisfazione, in quel momento la tensione accumulata nei mesi precedenti viene rilasciata come nelle note della marcia imperiale.


Noi abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
Come un urlo liberatorio, che in un attimo ti fa ripercorre tutta la tua vita passata al guardare il cielo. Tutti i sacrifici fatti: notte insonni, giornate passate a risolvere problemi, giorni mesi anni di studio, discussione, confronti, viaggi, incontri, conferenze, pubblicazioni, sono racchiusi in fragore. Lo sguardo, un solo accenno, va ai tuoi familiari e figli che in questi anno ti hanno sopportato e supportato nel tuo Hobby.
Già perché di quello si tratta, un'interesse, una passione, un amore, che ti travolge e a volte ti cattura portandoti fuori dalla quotidiana realtà.
Ti guardi attorno è vedi la soddisfazione del presidente del GAMP Luciano Tesi che sorride, ma ancora non realizzi che tutto ciò sia vero, lo sguardo incredulo del sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo che fino ad allora era rimasto all'oscuro della vicenda, rende reale ciò che stai dicendo.
Gli occhi di Simone e Kevin pieni di gioia, sorpresi ed orgogliosi ti lasciano dentro l'anima un'emozione forte come le radici della montagna, e li comprendi che hai realizzato un sogno.
  
Noi abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
Come un raggio di sole che irrompe vigoroso nel pumbleo giorno, la notizia fa il giro del mondo. Sulle principali testate giornalistiche on-line vedi l'annuncio Haumea Ring: CNN, Planetary Society, Space.com, Sky & Telescope, ecc. ecc, sui quotidiani La Nazione, Il Tirreno, nazionali , sulla tv locale ecc. 
Sorpreso, smarrito, comprendi che tutto ciò è realtà.


Noi abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
Come il ritornello di una canzone di Eminem, sintetizza in un attimo la frenesia, la difficoltà, l'emozioni, che ti hanno accompagnato in questa lunga ed intensa storia.
Il 16 gennaio nella casella di posta elettronica noto una mail inviatami dall'astronomo DI MARTINO Mario dell'osservatorio di Torino, mi forward un messaggio a firma di Ortiz il quale sta organizzando una campagna osservativa per l'occultazione stellare di Haumea prevista per il 21 gennaio 2017. Con il team di San Marcello decidiamo di aderire, venendo a conoscenza che anche l'astronomo Albino Carbognani sarà uno dei partecipanti. Il suo contribuito per noi sarà fondamentale.
Il 21 gennaio 2017 per riprendere un fenomeno la cui durata era stabilita in 112 secondi, sono state effettuate due ore di ripresa. Ogni scatto da 10 secondi.
Nei giorni precedenti all'occultazione abbiamo effettuato delle prove strumentali per poter determinare quale tempo di posa fosse ottimale per rilevare il fenomeno al fine di trovare un equilibrio tra raggiungere un sufficiente segnale rumore e una quantità di punti sufficienti per i nostri scopi. Vengono analizzate immagini di archivio con tempi di posa da 4,5,8,10,15,20,30 secondi, dalle quali si estrapolano dati che vengono graficati per simulare l'evento.
Decidiamo di utilizzare 10 secondi in considerazione del fatto che secondo le previsioni noi avremmo visto la stella occultata per circa 90 secondi con un drop di 0.8 magnitudini, questo avrebbe permesso di avere almeno 9 punti relativi all'occultazione. Inoltre, come suggerito da Albino decidiamo di iniziare le riprese un ora prima dell'evento con l'intento di registrare qualche eventuale fenomeno: magari scoprire la terza luna di Haumea - oltre alle due conosciute Hiʻiaka e Namaka-.
Alla postazione di comando c'è Martina coadiuvata da Leonardo e Luca. Io arrivo poco prima dell'inizio previsto. I dati vengono elaborati in tempo reale. Il grafico di luminosità della stella è piatto, ciò significa che al previsto orario dell'evento noi non abbiamo registrato nulla di significativo. L'ora è tarda, le luci dell'alba arrivano a rischiarare il cielo, ma non certo i nostri pensieri, lasciamo l'osservatorio dubbiosi, ma si sa l'elaborazione delle immagini va fatta con calma e sopratutto con un numero di ore sufficienti di sonno alle spalle. Nel corso della giornata l'astronomo Albino ci informa che utilizzando il suo telescopio da 0.80-m non ha rilevato nessun calo di luminosità. Lo stesso ci riferiscono gli amici pisani dell' osservatorio di Tavolaia di Santa Maria a Monte Mauro Bachini e Giacomo Succi, che hanno ripreso l'evento dall'Astronomical Center di Lajtico (PI) con un telescopio da 0.50-m, struttura di Fabio Martinelli presente al momento dell'osservazione.
Le premesse sono tutt'altro che rosee e l'idea di aver assistito ad un occultazione negativa si fa forte. Un sospiro e via ad analizzare con vari software le immagini. Qualcosa di significativo salta fuori, ma l'incertezza che i dati possano avere un dato significativo è alta. Noi dovevamo avere 8/10 punti più “ bassi” della media, e questi non c'erano, vi erano un paio di punti e per di più non all'orario previsto. Inviamo le immagini al Albino il quale a sua volta le manda a Ortiz.

 
Il 23 gennaio arriva la risposta:
 “Dear Albino, Paolo, Congratulations!!!. Wow!!,.Great job!!. It is indeed the occultation!!. It fits perfectly with the rest of positive results that we have obtained.”

Successivamente si è saputo che l'ombra dell'occultazione era sposta di oltre 400 km ad est con un ritardo di 55 secondi, così ci trovammo sul lembo e non più nella centralità.
Le immagini da noi ottenute vengono inviate a Ortiz per un ulteriore elaborazione.
Da li a pochi giorni una serie comunicazioni ci fanno comprendere che c'è qualcosa di grosso, Ortiz ci esorta a non pubblicare e divulgare qualsiasi cosa inerente l'occultazione. Successivamente ci informa che i risultati dell'osservazione vista da 10 Telescopi (con 12 curve di luce) daranno vita ad una pubblicazione da inviare a NATURE, specificando che questi accettano solo il 5% dei lavori ricevuti, incrociamo le dita ed andiamo avanti.
Nel frattempo e nell'attesa tante cose si susseguono: ho l'onore di essere nominato Responsabile della Sezione Asteroidi dell' UAI – Unione Italiana Astrofili -; partecipare in qualità di oratore al Convegno Nazionale UAI; al I° convegno Astrofili Ricercatori; alla presentazione della All-Sky camera del Progetto PRISMA per il rilevamento dei bolidi presso il centro di Navacchio (PI) indetta dalla prestigiosa SPACEDyS; al convegno della Sezione Comete. Ovviamente, siamo in regime di EMBARGO, pertanto nulla possiamo dire, ne un accenno ne una parola ci sfugge.
L'11 agosto Ortiz ci comunica che NATURE molto probabilmente pubblicherà l'articolo sulla prestigiosa rivista, ma dobbiamo ancora aspettare l'ufficialità. Il tempo scorre in attesa di questa notizia. Il 3 ottobre NATURE comunica che l'EMBARGO finirà l'11 Ottobre alle ore 18:00 UT, e la rivista con l'articolo sarà reperibile il giorno dopo: 12 ottobre 2017.
Quella mail verrà letta e riletta centinaia di volte, sembra impossibile ma è tutto vero noi siamo li citati tra i co-autori di un articolo davvero importante.
La tensione sale alle stelle c'è da organizzarsi, dobbiamo preparare una conferenza stampa, ma quando farla ??
Cerchiamo di capire come si muoveranno gli altri, in un primo momenti pensiamo di farla il 12 giorno dell'uscita della rivista, poi alla fine la scelta migliore ricade alle ore 21:00 dell 11 ottobre.
Noi non abbiamo detto nulla a nessuno, convochiamo una conferenza stampa senza specificare di cosa si tratti – aumentando di fatto la curiosità. Tra gli amici e conoscenti le idee sono le più bizzarre: acquisto di un nuovo telescopio, scoperta un NEA particolare, scoperta di una cometa ecc.-.
Alcuni giorni prima della conferenza stampa siamo in fibrillazione, vogliamo organizzare un qualcosa che possa essere all'altezza dell'annuncio da fare. Ci dividiamo i compiti, ogni idea viene immediatamente comunicata, cosi che i massaggi diventano infiniti e a qualsiasi ora del giorno e della notte, già perché non è facile chiudere gli occhi. E cosi in un clima di tensione ed emozione che si può tagliare arriviamo al fatidico 11 ottobre. 

 
Arrivo in osservatorio poco prima delle 21:00, la sala conferenza è piena di gente, molta di più di quanto si potesse immaginare. Tra gli amici non posso non notare Domenico Antonacci presidente dell'Associazione Cascianese Astrofili, Maurizio Feraboli dell AAAV – Associazione Astrofili Alta Valdera - . In sala sono già presenti il Sindaco Luca Marmo, il vice sindaco Roberto Rimediotti, l'assessore Alice Sobrero, giornalisti locali e poco dopo arriva la tv locale. Mi fa molto piacere la presenza di alcuni studenti che hanno svolto l'attività di Alternanza-Scuola-Lavoro presso l'osservatorio, davvero una bellissima sorpresa e soddisfazione. Poco dopo arriva Roberto Bacci, certo non poteva mancare, gli sguardi si incrociano ma nulla trapela, deve aspettare ancora un po per scoprire di cosa si tratta.
Alle 21.25 il Vice-Presidente del GAMP Samuele Marconi introduce la serata, a seguire sarà il Presidente Luciano Tesi. Poi tocca a me, che pian piano arrivo ad annunciare la scoperta.
Dopo intervengono Leonardo Luca (con il sottofondo della marcia imperiale di Star Wars ) poi è il turno della Martina in un clima ancora pieno di emozioni e soddisfazioni.
 Noi abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
«È una scoperta sensazionale dal punto di vista scientifico, perché mette in luce caratteristiche di questi oggetti – come la forma, o la presenza di anelli – che costituiscono tasselli di un puzzle nella storia evolutiva del nostro Sistema solare», dice Valerio Nascimbeni, ricercatore dell’Università di Padova e associato Inaf, tra gli autori dello studio, «ma è anche un risultato importante perché dimostra come, in un’epoca di “big science”, reti di piccoli telescopi coordinati in modo efficiente siano ancora in grado di competere e complementare il lavoro svolto da osservatori più grandi».

Noi abbiamo scoperto che Haumea ha un anello” 
Sezione Asteroidi UAI su Nature - HAUMEA E IL SUO ANELLO

Noi abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
"Accendi un sogno e lascialo bruciare in te.”

 Video della conferenza stampa presso l'osservatorio di San Marcello



 Servizio per TVL di Carlo degli Innocenti

15/10/2017.

 Il video Ufficiale della scoperta dell'anello Haumea Ring 

7 dei 9 scopritori italiani


sabato 16 settembre 2017

Corso Asteroidi 2017



Nei giorni 28 e 29 ottobre 2017 presso l'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese si svolgerà uno specifico corso sugli asteroidi i cui relatori saranno gli astronomi Fabrizio Bernardi, Amministratore di SpaceDyS s.r.l.e curatore del sito NeoDys, e Albino Carbognani dell'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma della Valle d’Aosta; interverranno anche Paolo Bacci Responsabile della Sezione di Ricerca Asteroidi dell’UAI – Unione Astrofili Italiani – e Luca Buzzi dell’Osservatorio Astronomico Schiaparelli di Varese.
Il corso ha lo scopo di approfondire le conoscenze inerenti l'astrometria e la fotometria asteroidale, nonché sull’utilizzo di specifici software.
Di seguito il programma:
Sabato 28
ore 14:00 Ritrovo in osservatorio
ore 15:00 Introduzione agli asteroidi (Paolo Bacci)
ore 16:00 Astrometria (Fabrizio Bernardi)

Domenica 29
ore 9:30 Astrometria (Luca Buzzi)
ore 10:00 Fotometria e cenni sull'utilizzo di apposito software (Albino Carbognani)

Informazioni
Il corso è aperto ad un massimo di 50 persone.
La quota di iscrizione è di 30 euro, da versare anticipatamente sul c.c. postale n.11090511 intestato a Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese, causale “Corso Asteroidi 2017”.
Avvenuto il pagamento si dovrà inviare a mezzo email la copia (foto) della ricevuta all'indirizzo mail gamp104-at-gmail.com (sostituire -at- con @).
Per maggiori informazioni scrivere a b09.backman-at-gmail.com (sostituire -at- con @) o consultare il sito del GAMP www.gamp-pt.net


lunedì 4 settembre 2017

3122 Florence

L'asteroide (3122) Florence il 1 settembre 2017  si è avvicinato alla Terra ad una distanza 0.0472368 UA (7 061 120 km) a circa 18 LD. Nonostante nel corso dell'anno molti altri asteroidi si sono avvicinanti molto di più, alcuni (con un diametro di pochi metri) hanno attraversato l'orbita Terra-Luna,  questo flyby ha avuto molta risonanza mediatica.
Certo Florence è un asteroide decisamente grande il suo diametro è stimato in 4.5 Km e non capita spesso che oggetti di queste dimensioni si avvicinino alla nostro pianeta. Classificato come PHA ( Potentially Hazardous Asteroid) per le sue dimensioni indubbiamente maggiori di 150 metri e con  MOID di 0.04430 AU  (Minimum orbit intersection distance), questo corpo celeste è stato attenzionato al fine di determinare con precisione la sua orbita.
In questo passaggio l'asteroide ha raggiunto una luminosità di 9.8 magnitudini tanto da poter essere visto anche con un binocolo  e proprio per questo  per acluni giorni è stato la star del cielo e dei media. 

(3122) Florence è stato scoperto il 02/03/1981 da Schelte John Bus astronomo statunitense dall'osservatorio Siding Sprin.

Elementi Orbitali
 Epoch 2017 Sept. 4.0 TT = JDT 2458000.5 MPC
M 351.43851              (2000.0)            P               Q
n   0.41885479     Peri.   27.84694     +0.98366398     -0.09519263             T = 2458020.94024 JDT
a   1.7691326      Node   336.09517     -0.03589894     +0.72796151             q =     1.0202583
e   0.4233003      Incl.   22.15080     +0.17639850     +0.67897747    Earth MOID = 0.04430 AU
P   2.35           H   14.1           G   0.15           U   0

Di seguito animazione del suo flyby


In considerazione delle sue dimensioni e della sua relativa vicinanza alla Terra, da tempo sono state programmate sessioni osservative sia da parte di professionisti che astrofili.

Le osservazioni fotometriche effetuate da B. D. Warner avevano individuato un periodo di rotazione in 2.358 h con la presenza di un "satellite" da confermare con ulteriori osservazioni.

Le osservazioni effettuate con il radio-telescopio di Goldstone hanno permesso di scoprire che Florence è un sistema binario composto da due piccoli satelliti con un probabile diametro tra i 100 e 300 metri, il primo ruota intorno a Florence in circa 8 ore, l'altro più esterno in 22h.
Di seguito animazione dei due "Lune" di Florence.



Anche la Sezione di Ricerca Asteroidi dell UAI - Unione Astrofili Italiani - ha organizzato una campagna osservativa fotometrica con l'intento di riprendere la curva di luce dell'asteroide a vari angoli di fase.

I primi risultati sono stati pubblicati da Lorenzo Franco (Balzaretto observatory A81) che la notte del 01/09/2017 ha ripreso l'asteroide detrminando un perido di rotazione in 2.36 h come dal garfico seguente

 Utilizzando i filtri fotometri ha determinato l'indice di colore V-R in 0.57,

La notte del 03/09/2017 dall'osservatorio di San Marcello (104) abbiamo effettuato 4 sessioni fotometriche dalle ore 20:00 UT fino alle 02:00 riuscendo a ottenere un ulteriore curva di luce determinano un periodo di rotazione in 2.351 h cn un ampiezza di ~0.23 mag.



Di seguito il passaggio dell'asteroide durante una sessione osservativa.


Il lavoro è solo all'inizio, i media non ne parleranno più ma gli astrofili italiani continueranno ad osservare questo interessante oggetto per ottenere ulteriori dati scientifici.

I dati raccolti alla fine permetteranno di determinare con sufficiente precisione le caratteristiche di questo oggetto cercando di individuarne la morfologia, la composizione chimica e la sua forma, nonché di stimare eventuali effetti sulla sua orbita dei fenomeni non gravitazionali come appunto l'effetto YORP, 

Spero che questo post sia solo introduzione di un lavoro piu ampio.


domenica 20 agosto 2017

2015 JH1 TNO

Dopo un periodo di forzata assenza si ritorna ad osservare. Oltre all'attività sui NEOCP che ha raggiunto in questi giorni la quota di 180 circolari MPEC, siamo tronati ad osservare i TNO.

In considerazione delle sfavorevoli condizioni meteo abbiamo deciso di puntare il telescopio dell'osservatorio dellla montagna Pistoiese in una regione della costellazione del Pegaso con l'intento di identificare 2015 JH1 un asteroide apaprtenente ai Centauri che ha molte misure ma l'ultima risale all'ottobre del 2016.

Effettuato una serie di imamgini ognuna da 60 secondi siamo riusciti ad identificare e misurare il TNO che al mometo si trovava abbastanza vicino alla Terrra, poco oltre l'orbita di Giove.

Epoch 2017 Sept. 4.0 TT = JDT 2458000.5                 MPC
M  13.66575              (2000.0)            P               Q
n   0.02300919     Peri.   70.09464     +0.01769826     +0.96894096             T = 2457406.57439 JDT
a  12.2424529      Node   205.17306     -0.98581858     +0.05808554             q =     3.5758973
e   0.7079101      Incl.   35.44274     +0.16687867     +0.24037365
P  42.8            H   13.4           G   0.15           U   0
From 169 observations at 4 oppositions, 2014-2017, mean residual 0".31.


Le nostre osservazioni sono indicate nella MPEC 2017-Q61 : DAILY ORBIT UPDATE (2017 AUG. 20 UT)

Di segito l'immagine da noi ottenuta, dalle effemeridi del MPC l'oggetto aveva una luminosità di 21.0 mag. con unn motion di 0.22"/min.



L'orbita particolarmente eccentrica di questo TNO





Paolo Bacci e Martina Maestripieri

mercoledì 19 luglio 2017

Recovery 2014 QX432

Un bella e fortunata recovery dell' asteroide 2014 QX432 è stata ottenuta la notte del 17 luglio 2017, come annunciata dalla circolare M.P.E.C. 2017-O12 
 L'asteroide era un oggetto della NEOCP  ed è stato da noi osservato assieme agli alunni del liceo scientifico di San Marcello in osservatorio nell'ambito dell' attività alternanza scuola lavoro.
2014 QX432 è un PHA.




domenica 9 luglio 2017

Asteroide (457175) 2008 GO98: una nuova QCH


l Sistema Solare ha una nuova cometa appartenente alla famiglia gioviana (JFC) ma in questo caso non si tratta di una “nuova” scoperta ma bensì di un asteroide numerato che improvvisamente ha mostrato segni caratteristici delle comete. Di seguito si riportano le osservazioni condotte dall'Osservatorio Astronomico del Comune di San Marcello Piteglio e gestito dal GAMP – Gruppo Astrofili della Montagna Pistoiese.

La notte dell'8 aprile del 2006 dall'osservatorio astronomico Spacewatch at Kitt Peak viene scoperto un nuovo asteroide, inizialmente designato con la sigla 2008 GO98 e successivamente numerato (457175). Dagli elementi orbitali si determina che l'asteroide fa parte della famiglia  Hilda, oggetti questi esterni alla fascia principale  con le seguenti caratteristiche: 3.70 < a < 4.20; e < 0.30; i < 20. ( a semiasse maggiore, e eccentricità, i inclinazione)

Elementi orbitale asteroide (457175) 2008 GO98
Epoch 2017 Sept. 4.0 TT = JDT 2458000.5                 MPC
M  47.05006              (2000.0)            P               Q
n   0.12496971     Peri.   53.41982     -0.41269882     +0.90898034             T = 2457624.00831 JDT
a   3.9621680      Node   192.60981     -0.89771168     -0.41679086             q =     2.8506201
e   0.2805403      Incl.   15.57167     -0.15425116     -0.00633440
P   7.89           H   13.3           G   0.15           U   0
From 229 observations at 7 oppositions, 2001-2017, mean residual 0".51.



      
Figura 1 – Grafico dell'orbita dell'asteroide  (457175)


Questi oggetti sono in risonanza 3:2 con Giove che ne influenza in modo significativo la loro orbita, tanto che se potessimo vederli dall'alto vedremmo una figura a forma triangolare formata da migliaia di asteroidi.
Il loro afelio è opposto a quello di Giove o si trova a 60° da questo, come mostrato in figura 2.


 Figura 2 – animazione: in rosa gli asteroidi della famiglia Hilda, in verde gli asteroidi Trojani che precedono e seguono Giove con un angolo di circa 60°.

L'asteroide (153) Hilda scoperto nel 1875 da Johann Palisa, dall'Osservatorio Navale Austriaco di Pola in Croazia, ha dimensioni di circa 170.6 km con un periodo orbitale di 7.9 anni.
E' il primo dei 3 780 oggetti che fanno parte di questa Famiglia. Studi fotometrici indicano che in questa zona del sistema solare la maggior parte degli asteroidi sono caratterizzati da un valore tassometrico di P-type e D-type con un basso albedo e un notevole arrossamento, caratteristica simile a molte comete Gioviane.
Parametro particolarmente interessante di questi oggetti è il valore di Tisserand rispetto a Giove che nel caso dell'asteroide (457175) è di 2.927. Questo valore viene utilizzato in modo approssimativo per distinguere gli asteroidi dalle comete: i primi hanno in genere un valore maggiore di 3, le seconde un valore compreso tra 2 e 3 (per le comete gioviane si fa riferimento al valore Tj riferito a Giove).
In figura 3 vengono mostrate alcune orbite caratteristiche di asteroidi e comete appratenti alla Famiglia gioviana (JFC), in comparazione con quella del pianeta gassoso.

Figura 3 – Comparazione di orbite di Comete appartenenti alla famiglia delle gioviane (JFC).

La notte del 3 luglio 2017 il telescopio  Mt. Lemmon Survey (G96) nel corso della sessione alla ricerca di NEA (Near Earth Asteroid) nelle loro immagini hanno ripreso l'asteroide (457175) al momento con una luminosità di ~16.5 mag che mostrava una diffusa chioma di 7/8” e una coda con una lunghezza di ~15” con PA 260°. Le osservazione vengono successivamente confermate dall'osservatorio di Steward Observatory, Mt. Lemmon Station (I52).
Il Minor Planet Center alle 16:03 dello stesso giorno pubblica MPEC 2017-N50 con la quale annuncia l'attività cometaria dell'asteroide.

Dall'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese (codice MPC 104), i soci del GAMP  Paolo Bacci e Martina Maestripieri utilizzando il telescopio da 0.60-m con focale di 2500mm e FOV 35'x35' con una risoluzione risultante di 2”/pixel effettuavano delle riprese dell'asteroide (457175).
Sommando le 50 immagini acquisite, sulla velocità angolare dell'oggetto, è stato possibile evidenziare che l'asteroide mostrava una chioma diffusa di 16'' arcosecondi e una coda lunga ~15.3 arcosecondi (circa 3 646 km) con PA di 247 così come mostrato in figura 4.
 Figura 4 – A sinistra si evidenzia l'attività cometaria dell'asteroide (457175) nel cerchio verde; a destra la stessa immagine ingrandita in falsi colori per evidenziare i particolari.

La sera successiva, con le stesse modalità, è stato ripreso nuovamente l'oggetto al fine di verificarne l'attività cometaria anche in considerazione del fatto che nelle immagine acquisite la sera precedente, l'oggetto era in prossimità di una stella che potrebbe aver influenzato le misure effettuate.
Pertanto sono state acquisite 100 immagini che sommate con la tecnica dello Stack che hanno permesso di evidenziare le caratteristiche morfologiche  dell'oggetto, nonostante la presenza della Luna illuminata al 98%. La chioma e la coda sono ben distinguibili nelle nuove immagini ottenute, con una coda estesa per 36 arcosecondi con PA 247, come mostrato in figura 5.
 Figura 5 - Immagine dell'Asteroide (457175) ripreso alle 23:24 UT del 06/07/2017. A sinistra l'oggetto evidenziato con il cerchio verde dove si nota distintamente la chioma e la coda. A destra la stessa immagine ingrandita e con palette inverse per evidenziare le caratteristiche morfologiche dell'oggetto.


L'asteroide (457175)  ha un MOID ( Minimum Orbital Intersection Distance) da Giove di 0.360 UA.
Dal sito della NASA JPL/HORIZONS, sono state estrapolate le effemeridi di Giove e dell'asteroide, relativamente al periodo 01/01/2011- 20/06/2017 con uno step di 10 giorni.
Graficando i dati relativi a “r” (distanza-Sole-oggetto) come in figura 6 si può notare che l'asteroide si è avvicinato al pianeta gassoso nell'Agosto del 2011, per poi raggiungere il Perielio in data  26/08/2016. 




Figura 6 – a sinistra in rosso la distanza (in unità astronomiche) dal Sole di Giove e in blu quella dell'asteroide (457175); a destra la differenza tra le due distanze. La data è espressa in Giorni Giuliani (JD) e si è preso come riferimento l'epoca 2457000.


L'improvvisa attività cometaria dell'asteroide (457175) 2008 GO98, se pur inaspettata, non è un raro caso in questa zona del Sistema Solare. Gli oggetti conosciuti con l'acronimo di QHC ( quasi-Hilda comet) sono circa 20, tra questi indubbiamente il più famoso è la cometa Shoemaker-Levy 9 che nel 1994 ha impattato con il pianeta gassoso. Proprio a causa dell'orbita in risonanza 3:2 con Giove alcuni di questi oggetti sono stati temporaneamente catturati come satelliti e definiti come  Temporary Satellite Capture  (TSC) come le comete  82P Gehrels 3; 111P Helin-Roman-Crockett; P/1996 R2 (Lagerkvist).

Probabilmente l'asteroide (457175) 2008 GO98, verrà catalogato tra le comete QHC perdendo così la sua classificazione di asteroide della Famiglia Hilda.
Con il contributo della Sezione di Ricerca Comete ed il Progetto CARA, che misura le polveri delle comete con il metodo dell'Afrho, sarà importante seguire l'evoluzione della nuova cometa nei prossimi mesi ed anni con osservazioni programmate, al fine di caratterizzarne meglio la morfologia.








Paolo Bacci – Responsabile Sezione di ricerca Asteroidi UAI
Martina Maestripieri - GAMP Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese

San Marcello Piteglio 08/07/2017

TNOs 22 mag


Osservazione di corpi minori lontani: TNOs


Un'altra bella soddisfazione per i soci del GAMP – Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese – che hanno in gestione l'Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese, struttura di proprietà del Comune di San Marcello-Piteglio.

Il programma di ricerca sui TNO ( trans-Neptunian object ), asteroidi che si trovano oltre l'orbita di Nettuno ad una distanza di circa 40 UA ( 5.984.000.000 km ), questa volta si è incentrato sulla misura astrometrica di due oggetti peculiari con sigla provvisoria 2014 LM28 e 2015 AM281.
Utilizzando il telescopio dell'osservatorio da 0.60-m, con un campo visivo di 35'x35' (FOV) ed una risoluzione di 2”/pixel, sono state acquisite una serie di immagini che hanno permesso di identificare i due TNO.
Le osservazioni sono state effettuate tra il 28 e 29 maggio 2017 quando 2014 LM28 era ad una distanza di 16.78 UA (2.510.288.000 km), e 2015 AM281 si trovava a 43.77 UA (6.547.992.000 km).

Sfruttando le favorevoli condizioni meteorologiche e grazie ad un miglioramento della collimazione delle ottiche effettuata alcuni giorni prima, è stato possibile effettuare misure di posizione dei due oggetti che avevano una luminosità al limite strumentale.
L'asteroide 2014 LM28 scoperto il 02/06/2014 ( M.P.E.C. 2016-N159 del 15/06/2016) finora era stato osservato soltanto dal telescopio professionale da 1,5-m Pan-STARRS 1 Haleakala (codice MPC F51), l'ultima misura risaliva al 29 marzo 2015.
L'oggetto con dimensioni stimate in 25 Km, ed un'orbita fortemente eccentrica e=0.93, con inclinazione di i=84.7, decisamente inusuale per questi oggetti che in genere si attesta intorno a i=0, ha un periodo siderale di 4 381 anni (!) tanto da far pensare che possa trattarsi di una cometa.

Fig. 1-2 Orbita dell'asteroide 2014 LM28, a fianco ingrandimento.

All'epoca delle nostre osservazioni dalle effemeridi del Minor Planet Center si rilevava che 2014 LM28 aveva una luminosità di 22.3 mag. con motion 0.16”/min con PA 299.5; nelle nostre immagini è stata stimata una luminosità di 22.0 mag. In figura 3 si evidenzia il TNO con un cerchio di colore blu da noi osservato nelle due sessioni con un intervallo di circa 22 ore.

 Figura 3 – Immagini dell' asteroide 2014 LM28 a ripreso alle ore 01:20 UT, a sinistra alle ore 23:52

Le nostre misure astrometriche, le uniche oltre a quelle dello scopritore, hanno contribuito ad aggiornare leggermente i parametri orbitali e migliorare l'incertezza della sua orbita che da un valore di U=1 adesso è U=0. I parametri orbitali e le osservazioni del TNO sono pubblicate sul sito del MPC.

Per i soci del GAMP Paolo Bacci e Martina Maestripieri è stata davvero una grande soddisfazione riuscire a misurare un oggetto così peculiare, riuscendo a sfruttare al limite strumentale il telescopio tanto da poter ottenere il record dell'oggetto meno luminoso finora da noi misurato.

Nello stesso periodo è stato osservato l'asteroide 2015 AM281 scoperto dal telescopio Pan-STARRS 1, Haleakala nel 2015 (come da M.P.E.C. 2016-O294 del 24/06/2016) .
L'asteroide è un TNO, con un diametro di 260 km, con semiasse di 55,66 UA un'eccentricità di 0,2, ed inclinazione di 26.6 gradi, impiega 415 anni per percorrere un giro intorno al Sole.
                                                     Figura 4 – orbita del TNO 2015 AM281.


Le nostre misure astrometriche hanno stimato la sua luminosità in 21.2 mag. in accordo con le effemeridi del Minor Planet Center che lo davano per 21.4 mag.-.
Anche in questo caso l'osservatorio della Montagna Pistoiese risulta l'unico ad aver misurato l'asteroide dopo la scoperta, l'ultima misura di posizione risaliva al 3 maggio del 2015 come si evince dal sito del MPC.

 Figura 5 – Immagini riprese dall'osservatorio di San Marcello dell'asteroide 2015 AM281 nelle sere del 27/05/2017 e 28/05/2017.

Questo tipo di attività, in genere poco seguita dagli astrofili, nonostante le difficoltà oggettive dovute principalmente al fatto che si tratta di oggetti molto deboli da osservare, utilizzando appropriate metodologie e una programmazione osservativa, permette di ottenere grandi soddisfazioni dando un notevole contributo allo studio di questi oggetti così remoti.



Paolo Bacci - Responsabile SdR Asteroidi UAI.