Un altra bella soddisfazione con la recovery del TNO 2012 BW154.
Con M.P.E.C. 2019-F28 del 29 marzo 2019 viene annunciata la recoveru del TNO. osservato solo dal telescopio professionale F51 PanSTARRS e dal nostro osservatorio 104 San Marcello.
L'osservazione fu fatta il nella notte del 29-30 marzo 2017
K12BF4W KC2017 03 29.88129 10 50 55.63 +16 00 24.5 20.9 SEF028104
K12BF4W KC2017 03 30.05245 10 50 54.88 +16 00 26.6 20.5 SEF028104.
martedì 26 marzo 2019
sabato 9 marzo 2019
Rai3 TG regionale
nell'edizione di RAI3 TG Toscana delle ore 14, ub breve servizio sull'osservatorio di San Marcello.
Al minuto 13:00
https://www.rainews.it/tgr/toscana/notiziari/video/2019/03/ContentItem-b2d10d27-b3ff-4dee-b780-861827c6de87.html
Al minuto 13:00
https://www.rainews.it/tgr/toscana/notiziari/video/2019/03/ContentItem-b2d10d27-b3ff-4dee-b780-861827c6de87.html
martedì 15 gennaio 2019
46P & 38P
a caccia di comete
Mauro Facchini dell'osservatorio di Cavezzo ci ha fatto visita a San Marcello.
Dopo aver fatto il flat per il filtro Rc fotometrico montatto sulla CCD si inizia la caccia alle comete. ecco il reconto, dati sulle immagini.
46P/Wirtanen
Epoch 2018 Dec. 28.0 TT = JDT 2458480.5 T 2018 Dec. 12.9411 TT MPCW q 1.055357 (2000.0) P Q n 0.1811860 Peri. 356.3516 +0.1978570 -0.9592601 T = 2458465.44112 JDT a 3.093045 Node 82.1596 +0.9044187 +0.0993114 q = 1.0553572 e 0.658797 Incl. 11.7462 +0.3779939 +0.2644943
Earth MOID = 0.07147 AU P 5.44
38P/Stephan-Oterma
Mauro Facchini dell'osservatorio di Cavezzo ci ha fatto visita a San Marcello.
Dopo aver fatto il flat per il filtro Rc fotometrico montatto sulla CCD si inizia la caccia alle comete. ecco il reconto, dati sulle immagini.
46P/Wirtanen
Epoch 2018 Dec. 28.0 TT = JDT 2458480.5 T 2018 Dec. 12.9411 TT MPCW q 1.055357 (2000.0) P Q n 0.1811860 Peri. 356.3516 +0.1978570 -0.9592601 T = 2458465.44112 JDT a 3.093045 Node 82.1596 +0.9044187 +0.0993114 q = 1.0553572 e 0.658797 Incl. 11.7462 +0.3779939 +0.2644943
Earth MOID = 0.07147 AU P 5.44
38P/Stephan-Oterma
Epoch 2018 Nov. 18.0 TT = JDT 2458440.5
T 2018 Nov. 10.9776 TT MPCW
q 1.588590 (2000.0) P Q
n 0.0259672 Peri. 359.5822 +0.2146823 -0.9268512 T = 2458433.47757 JDT
a 11.294122 Node 77.9996 +0.8970009 +0.0623515 q = 1.5885900
e 0.859344 Incl. 18.3531 +0.3863949 +0.3702150 Earth MOID = 0.60390 AU
P 38.0
domenica 13 gennaio 2019
2019 AQ3
La scoperta di 2019 AQ3 – dalla Sezione Asteroidi UAI
13 Gennaio 2019
/
Commenti disabilitati
Il numero totale
di asteroidi NEO scoperti si avvicina alla soglia dei 20.000 oggetti e
questo grazie all’efficienza delle survey moderne (Catalina e Pan-STARRS
in testa) che ogni anno scoprono circa 1900 nuovi NEOs.
I NEOs si dividono in
alcune categorie a seconda delle caratteristiche della loro orbita: le
principali sono gli Aten, gli Apollo e gli Amor, ma c’è una categoria
molto particolare chiamata Atira, o Apohele, che hanno un’orbita completamente interna a quella della Terra.

Fig. 1 Asteroide 2019 AQ3 tipo Atira con orbita interna a quella terrestre.
Hanno cioè l’afelio che è
situato entro 0,983 UA dal Sole (il perielio terrestre); ad oggi ne
sono conosciuti solo 19 perché sono a bassa elongazione solare e quindi
difficili da scoprire.
Uno di questi “Atira” è
stato scoperto il 4 gennaio dalla Zwicky Transient Facility che utilizza
la Schmidt da 1.2-m di Monte Palomar. Non appena l’asteroide è entrato
nella NEO Confirmation Page del Minor Planet Center la sezione asteroidi
UAI si è subito attivata per la conferma, vista anche la particolarità
della scoperta.
Si
trattava di un asteroide relativamente brillante (mag. 19) ma con
un’elongazione dal Sole di appena 46 gradi. Andava quindi osservato
immediatamente in prima serata.
La sera dell’Epifania il
Minor Planet Center ha pubblicato la circolare MPEC 2019-A88 che
contiene le posizioni astrometriche di 2019 AQ3 che ne hanno permesso la scoperta e la conferma.
E’ molto importante
precisare che, dei 4 osservatori che lo hanno confermato, tre sono
astrofili italiani: M57 Observatory, Saltrio (Giorgio Baj, codice K38), Schiaparelli Observatory, Varese (Luca Buzzi,
codice 204) e Sormano Observatory (P. Sicoli et al., codice 587). A
questi si aggiunge anche l’Osservatorio di San Marcello Pistoiese, che
l’ha osservato la sera successiva.
Fig. 2 – L’asteroide 2019 AQ3 ripreso da Giorgio Baj
Questo
la dice lunga sull’importanza della nostra attività in questo campo:
gli astrofili italiani sono presenti in moltissime conferme, ed in
questo siamo davvero leader in campo internazionale.
Sempre
il 7 gennaio l’MPC pubblica la circolare MPEC 2019-A97 che contiene
delle osservazioni di prediscovery effettuate da Pan-STARRS che
risalgono ad ottobre 2015. Grazie a queste osservazioni l’orbita
dell’asteroide è ben consolidata, e non c’è rischio di perderlo.
2019 AQ3
è l’asteroide che attualmente ha la minor distanza afelica, appena
0.774 UA (Venere ha un afelio di 0,728 UA) ed il minor semiasse
maggiore, appena 0,589 UA. Il suo periodo orbitale è di appena 165
giorni, il più breve conosciuto. Con un diametro stimato in circa 1,2
km, è anche il terzo più grande della categoria degli Atira, ed uno dei
circa 900 NEOs più grandi di 1 km.

Luca Buzzi
sabato 12 gennaio 2019
6478 Gault
L'asteroide (6478) Gault,
scoperto il 12 maggio del 1998 dagli Shoemaker (gli scopritori della
famosa cometa SL9 che nel 1994 andò ad impattare su Giove)
dall'osservatorio astronomico di Monte Palomar, fa parte della fascia
principale degli asteroidi che orbitano tra Marte e Giove, con un
diametro presunto di circa 3 chilometri.
Epoch 2019 Apr. 27.0 TT = JDT 2458600.5 MPC
M 289.34905 (2000.0) P Q
n 0.28161558 Peri. 83.26761 -0.06020046 +0.99789634 T = 2458851.37726 JDT
a 2.3051451 Node 183.55769 -0.99810066 -0.06049354 q = 1.8588989
e 0.1935870 Incl. 22.81135 -0.01307587 +0.02331132 Earth MOID = 0.98986 AU
P 3.50 H 14.4 G 0.15 U 0
Dalle osservazioni effettuate dal
telescopio ATLAS delle Hawaii l'8 dicembre del 2018, l'asteroide viene
osservato mostrando una coda di 30” in P.A. 290°. Si presume, da modelli
matematici, che l'emissione delle polveri potrebbe essersi verificata a
novembre del 2018.
Gault è osservabile dall'Italia poco dopo
le una di notte, con una luminosità di circa 18.7 V mag. Sarà utile
seguire l'evoluzione del fenomeno, per cui si invitano gli astrofili a
riprenderlo nelle prossime notti.
Nella fascia principale degli asteroidi
sono stati identificati oggetti cometari che prendono il nome di
Mail-Belt Comet. Tra questi, si segnalano i seguenti:
133P/Elst-Pizarro
176P/LINEAR
238P/P/2005 U1 (Read)
P/2008 R1 (Garradd)
P/2010 A2 (LINEAR)
Un caso analogo si è verificato nel 2010, quando l'asteroide (596) Scheila improvvisamente ha mostrato attività cometaria.
Si può presumere che, sia nel caso di
Gault che di Scheila, il loro aspetto sia dovuto ad un micro-impatto che
ha eiettato del materiale.
Vedi articolo UAINEW
La notte del 12/01/2019 anche dall'osservatorio di San Marcello è stato ripreso l'asteroide GAULT, dalle immagini si evidenzia ancora il perdurare della coda.
Come si vede la cosa si estende per oltre 5.000 km, ma dalle notre immagini non si nota come nel caso di Scheila una chiama.
Si puo ipotizzare che l'asteroide sia stato colpito da un altro oggetto di dimensioni molto piu piccole. GAULT ha un diametro di circa 4 km, quindi impattando con una roccia di 50 metri ( irrilevabile da Terra a quella distanza) potrebbe aver causato l'uscita di materiale che è andato a formare la coda.
Un impatto del genere indubbiamente avra cambiato l'orbita di 6478 ma non tanto da poter essere rilevabile con l'astrometria.
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