Ed eccoci alla 6° edizione dell' Asteroid-Day.
giornata internazionale di sensibilizzazione e informazione sugli asteroidi.
L’Asteroid Day è stato fondato nel 2014 da Brian May (astrofisico chitarrista dei QUEEN) insieme Danica Remy (presidente della B612 Foundation), Rusty Schweckart (astronauta dell’Apollo 9) e al regista Grig Richters per condividere conoscenze, rischi e curiosità sui corpi minori del sistema solare – gli asteroidi – che spesso sono protagonisti di eventi affascinanti ma anche catastrofici, tanto intriganti quanto pericolosi.
Questa 6 edizione verrà trasmessa in streamning sui canali UAI
ecco il programma
PROGRAMMA ASTEROID-DAY 2020 UAI
21:00 – Inizio diretta streaming – Saluti
21:15 – Luca Buzzi (Osservatorio Astronomico G. V. Schiaparelli) – L’Asteroid Day
21:30 – Fabrizio Bernardi (Astronomo SpaceDys) – Progetto NeoRocks
22:00 – Albino Carbognani (INAF Osservatorio Astronomico di Loiano) – Tunguska, dove sono le meteoriti?
22:30 – Marco Fulle (INAF Osservatorio Astronomico di Trieste) – Comet Interceptor e Borisov
23:00 – Adriano Valvasori (Sezione Comete UAI e CARA Project) – Programmi osservativi Comete
23:15 – Paolo Bacci (Responsabile Sezione Asteroidi UAI) – Programmi osservativi asteroidi
23:30 – Maura Tombelli (Osservatorio Astronomico Beppe Forti ) – Astrofili da casa
23:45 – Domenico Antonacci (ACA Associazione Astrofili Cascinesi) – Progetto AMICA Presidente
00:00 – Martina Maestripieri (Osservatorio Astronomico Montagna Pistoiese) – Astrofili alla ricerca di asteroidi
Il
21 Gennaio 2017 alle ore 03:06:00 Haumea di mag. 17.3 occulta una
stella della stessa luminosità. Utilizzando il telescopio principale
da 0.60-m F/4 con un FOV 35'x35' e una risoluzione di 2”/pixel,
riusciamo a riprendere l'evento catturando il lieve calo di
luminosità che ha permesso di scoprire l'anello.
“Noi
abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
Dopo
un silenzio di oltre nove
mesi,
quella
frase, pronunciata con un lieve tremolio della voce, è un terremoto
nell'anima, una
deflagrazione di emozioni che si sprigionano come l'esplosione di una
Supernova. Consapevoli di aver fatto qualcosa al di sopra le nostre
capacità, raggiunto un obiettivo che era custodito nei remoti sogni
di astrofilo, ad un tratto si avvera. E'
reale
come lo stupore della gente in sala, incredula, gioiosa e festosa.
Quel brivido che ti scorre lungo il corpo che rimarrà come una
cicatrice in memoria di un giorno unico, speciale, irripetibile.
Seduti
al tavolo dei conferenzieri i miei collaborati Martina
Maestripieri,
Luca
Nerli,
e Leonardo
Mazzei,
ascoltano in religioso silenzio e con emozione la narrazione, al
momento dell'annuncio della scoperta i loro occhi diventano lucidi,
come in una colonna sonora che
con
forza declamatoria e prepotente rivela finalmente la loro
soddisfazione, in quel momento la tensione accumulata nei mesi
precedenti viene rilasciata come nelle note della
marcia imperiale.
“Noi
abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
Come
un urlo liberatorio, che in un attimo ti fa ripercorre tutta la tua
vita passata al guardare il cielo. Tutti i sacrifici fatti: notte
insonni, giornate passate a risolvere problemi, giorni mesi anni di
studio, discussione, confronti, viaggi, incontri, conferenze,
pubblicazioni, sono racchiusi in fragore. Lo sguardo, un solo
accenno, va ai tuoi familiari e
figli
che in questi anno ti hanno sopportato e supportato nel tuo Hobby.
Già
perché di quello si tratta, un'interesse, una passione, un amore,
che ti travolge e a volte ti cattura portandoti fuori dalla
quotidiana realtà.
Ti
guardi attorno è vedi la soddisfazione del presidente del GAMP
Luciano Tesi che sorride, ma ancora non realizzi che tutto ciò sia
vero, lo sguardo incredulo del sindaco di San Marcello Piteglio Luca
Marmo che fino ad allora era rimasto all'oscuro della vicenda, rende
reale ciò che stai dicendo.
Gli
occhi di Simone e Kevin pieni di gioia, sorpresi ed orgogliosi ti
lasciano dentro l'anima un'emozione forte come
le radici della montagna, e
li comprendi che hai realizzato un sogno.
“Noi
abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
Come
un raggio di sole che irrompe vigoroso nel pumbleo giorno, la
notizia fa il giro del mondo. Sulle principali testate giornalistiche
on-line vedi l'annuncio Haumea Ring: CNN,Planetary Society,
Space.com, Sky & Telescope, ecc. ecc, sui quotidiani La Nazione, Il Tirreno, nazionali , sulla tv locale ecc.
Sorpreso, smarrito, comprendi che
tutto ciò è realtà.
“Noi
abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
Come
il ritornello di una canzone di Eminem,
sintetizza in un attimo la frenesia, la difficoltà, l'emozioni, che
ti hanno accompagnato in questa lunga ed intensa storia.
Il
16 gennaio nella casella di posta elettronica noto una mail inviatami
dall'astronomo DI MARTINO Mario dell'osservatorio di Torino, mi
forward
un messaggio
a firma di Ortiz il quale sta organizzando una campagna osservativa
per l'occultazione stellare di Haumea prevista per il 21 gennaio
2017. Con il team di San Marcello decidiamo di aderire, venendo a
conoscenza che anche l'astronomo Albino Carbognani sarà uno dei
partecipanti. Il suo contribuito
per noi sarà fondamentale.
Il
21 gennaio 2017 per riprendere un fenomeno la cui durata era
stabilita in 112 secondi, sono state effettuate due ore di ripresa.
Ogni scatto da 10 secondi.
Nei
giorni precedenti all'occultazione abbiamo effettuato delle prove
strumentali per poter determinare quale tempo di posa fosse ottimale
per rilevare il fenomeno al
fine di trovare un equilibrio tra raggiungere un sufficiente segnale
rumore e una quantità di punti sufficienti
per i nostri scopi. Vengono
analizzate immagini di archivio con tempi di posa da
4,5,8,10,15,20,30 secondi, dalle quali si estrapolano dati che
vengono graficati per simulare l'evento.
Decidiamo
di utilizzare 10 secondi in considerazione del fatto che secondo le
previsioni noi avremmo visto la stella occultata per circa 90 secondi
con un drop di 0.8 magnitudini, questo avrebbe permesso di avere
almeno 9 punti relativi all'occultazione. Inoltre, come suggerito
da Albino
decidiamo di iniziare
le riprese un ora prima dell'evento con
l'intento di registrare
qualche eventuale
fenomeno: magari scoprire la terza luna di Haumea - oltre alle due
conosciute Hiʻiaka
e Namaka-.
Alla
postazione di comando c'è Martina coadiuvata da Leonardo e Luca. Io
arrivo poco prima dell'inizio previsto. I dati vengono elaborati in
tempo reale. Il grafico di luminosità della stella è piatto, ciò
significa che al previsto orario dell'evento noi non abbiamo
registrato nulla di significativo. L'ora è tarda, le luci dell'alba
arrivano a rischiarare il cielo, ma non certo i nostri pensieri,
lasciamo l'osservatorio dubbiosi, ma si sa l'elaborazione delle
immagini va fatta con calma e sopratutto con un
numero di ore sufficienti
di sonno alle spalle. Nel corso della giornata l'astronomo Albino ci
informa che utilizzando il suo telescopio da 0.80-m non ha rilevato
nessun calo di luminosità. Lo stesso ci riferiscono gli amici pisani
dell' osservatorio di Tavolaia di Santa Maria a Monte Mauro Bachini e
Giacomo Succi, che hanno ripreso l'evento dall'Astronomical Center di
Lajtico (PI) con un telescopio da 0.50-m, struttura di Fabio
Martinelli presente al momento dell'osservazione.
Le
premesse sono tutt'altro che rosee e l'idea di aver assistito ad un
occultazione negativa si fa forte. Un sospiro e via ad analizzare con
vari software le immagini. Qualcosa di significativo salta fuori, ma
l'incertezza che i dati possano avere un dato significativo è alta.
Noi dovevamo avere 8/10 punti più “ bassi” della media, e questi
non c'erano,
vi erano un paio di punti e per di più non all'orario
previsto. Inviamo le immagini al Albino il quale
a sua volta le manda a Ortiz.
Il
23 gennaio arriva la risposta:
“Dear
Albino, Paolo, Congratulations!!!. Wow!!,.Great job!!. It is indeed
the occultation!!. It fits perfectly with the rest of positive
results that we have obtained.”
Successivamente
si è saputo che l'ombra dell'occultazione era sposta di oltre 400 km
ad est con un ritardo di 55 secondi, così ci trovammo sul lembo e non
più nella centralità.
Le
immagini da noi ottenute vengono inviate a Ortiz per un ulteriore
elaborazione.
Da
li a pochi giorni una serie comunicazioni ci fanno comprendere che
c'è qualcosa di grosso, Ortiz ci esorta a non
pubblicare
e
divulgare qualsiasi
cosa
inerente
l'occultazione. Successivamente ci informa che i risultati
dell'osservazione vista da 10 Telescopi (con 12 curve di luce)
daranno vita ad una pubblicazione da inviare a NATURE, specificando
che questi accettano solo il 5% dei lavori ricevuti, incrociamo le
dita ed andiamo avanti.
Nel
frattempo e nell'attesa tante cose si susseguono: ho l'onore di
essere nominato Responsabile
della Sezione Asteroidi dell' UAI – Unione Italiana Astrofili -;
partecipare in qualità di oratore al Convegno Nazionale UAI; al I°
convegno Astrofili Ricercatori; alla presentazione della All-Sky
camera del Progetto PRISMA per il rilevamento dei bolidi presso il
centro di Navacchio (PI) indetta dalla prestigiosa SPACEDyS; al
convegno della Sezione Comete. Ovviamente, siamo in regime di
EMBARGO, pertanto nulla possiamo dire, ne un accenno ne una parola ci
sfugge.
L'11
agosto Ortiz ci comunica che NATURE molto probabilmente pubblicherà
l'articolo sulla prestigiosa rivista, ma dobbiamo ancora aspettare
l'ufficialità. Il tempo scorre in attesa di questa notizia. Il 3
ottobre NATURE comunica che l'EMBARGO finirà l'11 Ottobre alle ore
18:00 UT, e la rivista con l'articolo sarà reperibile il giorno
dopo: 12 ottobre 2017.
Quella
mail verrà letta e riletta centinaia di volte, sembra impossibile ma
è tutto vero noi siamo li citati tra i co-autori di un articolo
davvero importante.
La
tensione
sale alle stelle c'è da organizzarsi, dobbiamo preparare
una conferenza stampa, ma
quando farla ??
Cerchiamo
di capire come si muoveranno gli altri, in un primo momenti pensiamo
di farla il 12 giorno dell'uscita della rivista, poi alla fine la
scelta migliore ricade alle ore 21:00 dell 11 ottobre.
Noi
non abbiamo detto nulla a nessuno, convochiamo
una conferenza stampa senza specificare di cosa si tratti
– aumentando di fatto la curiosità.
Tra gli amici e conoscenti le idee sono le più bizzarre: acquisto di
un nuovo telescopio, scoperta
un NEA particolare, scoperta di
una
cometa ecc.-.
Alcuni
giorni prima della
conferenza stampa siamo in fibrillazione, vogliamo organizzare un
qualcosa che possa essere all'altezza dell'annuncio da fare. Ci
dividiamo i compiti, ogni idea
viene immediatamente comunicata, cosi che i massaggi diventano
infiniti e a qualsiasi ora del giorno e della notte, già perché non
è facile chiudere gli occhi. E cosi in
un clima ditensione
ed emozione che si può tagliare arriviamo al fatidico 11 ottobre.
Arrivo
in osservatorio poco prima delle 21:00, la sala conferenza è
piena di gente, molta di più di quanto si potesse immaginare. Tra
gli amici non posso non notare Domenico Antonacci presidente
dell'Associazione
Cascianese
Astrofili, Maurizio Feraboli dell AAAV – Associazione Astrofili
Alta Valdera - . In sala sono già presenti il Sindaco Luca Marmo, il
vice sindaco Roberto
Rimediotti,
l'assessore Alice Sobrero, giornalisti locali e poco dopo arriva la
tv locale. Mi fa molto piacere la
presenza di
alcuni studenti che hanno svolto l'attività di
Alternanza-Scuola-Lavoro presso
l'osservatorio,
davvero una bellissima sorpresa e
soddisfazione.
Poco dopo arriva Roberto Bacci, certo non poteva mancare, gli sguardi
si incrociano ma nulla trapela, deve aspettare ancora un po per
scoprire di cosa si tratta.
Alle
21.25 il Vice-Presidente
del GAMP Samuele Marconi introduce la serata, a seguire sarà il
Presidente Luciano Tesi. Poi tocca a me, che pian piano arrivo ad
annunciare la scoperta.
Dopo
intervengono Leonardo Luca (con
il sottofondo della marcia imperiale di Star Wars ) poi è il turno
della
Martina in un clima ancora pieno di emozioni e soddisfazioni.
“Noi
abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
«È
una scoperta sensazionale dal punto di vista scientifico, perché
mette in luce caratteristiche di questi oggetti – come la forma, o
la presenza di anelli – che costituiscono tasselli di un puzzle
nella storia evolutiva del nostro Sistema solare», dice Valerio
Nascimbeni, ricercatore dell’Università di Padova e associato
Inaf, tra gli autori dello studio, «ma è anche un risultato
importante perché dimostra come, in un’epoca di “big science”,
reti di piccoli telescopi coordinati in modo efficiente siano ancora
in grado di competere e complementare il lavoro svolto da osservatori
più grandi».
“Noi
abbiamo scoperto che Haumea ha un anello” Sezione Asteroidi UAI su Nature - HAUMEA E IL SUO ANELLO
“Noi
abbiamo scoperto che Haumea ha un anello”
"Accendi
un sogno e lascialo bruciare in te.”
Video della conferenza stampa presso l'osservatorio di San Marcello
Servizio per TVL di Carlo degli Innocenti
15/10/2017.
Il video Ufficiale della scoperta dell'anello Haumea Ring
Nell'ambito delle attività della Sezione di Ricerca AsteroidiUAI uno dei principali compiti è sicuramente quello di effettuare un
“ponte” di collegamento tra il mondo dei professionisti e quello degli
astrofili.
L'attività svolta dagli amatori, come ben
sappiamo, nel campo degli asteroidi dà un fondamentale contributo ai
professionisti in particolare per quanto riguarda il follow-up dei NEA e
le curve di luce .
Grazie all'associazione Cascinese Astrofili, è stato possibile incontrare ed intervistare il Prof. MILANI Andrea
del dipartimento di matematica dell'università di Pisa, massimo esperto
mondiale nella calcolo delle orbite asteroidali e ideatore di NEODyS, assieme all'astronomo BERNARDI Fabrizio amministratore delegato di SpaceDys,
co-scopritore del famoso asteroide Apophis e di una cometa. Occasione
unica per poter parlare a 360 gradi con grandi esperti del settore i cui
consigli sono indubbiamente utili per tutti gli astrofili che si
occupano di questo settore.
Con le parole del Presidente dell'ACA ANTONACCI Domenico, presentiamo il video dell'intervista a Milani e Bernardi.
L’Associazione Cascinese Astrofili ritiene
opportuno far conoscere le realtà che sono presenti sul nostro
territorio e francamente quello di Cascina e Pisa offrono diversi
spunti.
Fra le realtà più interessanti spicca
sicuramente quella di Spacedys, presso il Polo tecnologico di Navacchio,
Cascina (PI), in collaborazione con il Dipartimento di Matematica
dell’Università di Pisa. Una realtà che si occupa del calcolo di orbite
di Asteroidi e Comete, ma anche di detriti spaziali. Spacedys svolge un
ruolo importante a livello internazionale, offrendo i propri servizi ad
enti come l’ESA, la NASA e il MPC.
Abbiamo quindi ritenuto opportuno
coinvolgere l' UAI ed in particolare il Resp. della Sezione di Ricerca
Asteroidi, Paolo Bacci e socio del GAMP
- Gruppo Astrofili Montagna Pistoia - per chiedere a Spacedys di
concederci un' intervista e di farne un video da rendere pubblico. ACA
crede molto nella divulgazione scientifica e nella collaborazione fra
professionisti ed amatori.
Un obiettivo raggiunto il 6 febbraio 2017 e di cui riteniamo opportuno ringraziare il Dott. Fabrizio Bernardi, il Prof. Andrea Milani ed il Sig. Paolo Bacci per averci concesso la loro preziosa collaborazione, nonché tutto lo staff di specialisti che lavorano presso Spacedys.
Auspichiamo sicuramente altre collaborazioni con UAI anche per il futuro.
L'atteso passaggio
ravvicinato dell'asteroide 2014 JO25 è trascorso, è come previsto
non vi sono stati pericoli per la Terra.
Il 19 aprile ha
raggiunto la minima distanza di 1.757.800 km - 4.5 volte la distanza
Terra-Luna - un' opportunità unica per cercare di avere maggiori
informazioni sulle caratteristiche fisiche dell'oggetto.
Scoperto nel maggio
2014 dall'osservatorio americano Catalina Sky Survey, progetto del
Near-Earth Objects Observations Program della NASA in collaborazione
con l'Università dell'Arizona, in funzione delle sua orbita e delle
sue dimensioni è catalogato dal Minor Planet Center come asteroide
PHA (Potentially Hazardous Asteroid) potenzialmente pericoloso.
Osservato in questi
giorni dal radio telescopio Goldstone della NASA è stato possibile
determinare la forma che presenta una similitudine alla cometa 67P
(osservata dalla missione Rosetta), apparentemente formato da due
lobi uniti le cui dimensioni complessive sono di circa 1000 metri,
con un periodo di rotazione sul proprio asse di circa 4.5 ore.
Immagine Radar
ottenuta dal radio-telescopio Goldstone. Fonte NASA
L'asteroide impiega
2.97 anni per compiere una rivoluzione intorno al Sole, motivo per il
quale si è avvicinato alla Terra nel 2014, nel 2017 e il prossimo si
verificherà nel 2020.
Il passaggio radente
del 2017 è stato al momento quello più ravvicinato e spettacolare
in quanto l'oggetto ha raggiunto una luminosità di 10.5 magnitudini.
Per confronto, in un cielo completamente buio, ad occhio nudo è
possibile vedere stelle fino alla 5.5 magnitudine.
In considerazione della
sua luminosità è stato possibile osservarlo anche con telescopi
amatoriali di piccole dimensioni.
La sera del 20 aprile
dall'osservatorio della Montagna Pistoiese, struttura del comune di
San Marcello-Piteglio, ii componenti del GAMP Gruppo Astrofili
Montagna Pistoiese - utilizzando il telescopio da 0.60-m hanno
osservato l'asteroide 2014 JO25, inviando le misure di posizione al
Minor Planet Center, ente che raccoglie le tutte le informazioni
sugli asteroidi, contribuendo così a migliorare la determinazione
dell'orbita.
Immagine dell'asteroide
204 JO25 ottenuta dall'osservatorio di San Marcello. Sono state
sommate vaie immagine per mostrare il percorso sulla volta celeste
dell'oggetto. A sinistra un immagine in falsi colori dove si
evidenzia la direzione del moto dell'asteroide con frecce di colore
verde.
Nella circostanza
l'asteroide è stato mostrato in diretta (vedasi video), con proiezione delle
immagini acquisite, ad un gruppo di studenti delle scuole elementari
di Massa che si trovavano in visita presso la struttura.
La sera del 22/04/2017 sono state acquisite 4 ore di immagini quando l'asteroide si trovava a si trovava a 0.065 UA dalla Terra (9.724.000 km).
Presso l'Osservatorio Astronomico della
Montagna Pistoiese, gestito dal GAMP - Gruppo Astrofili Montagna
Pistoiese - (www.gamp-pt.net) si svolgerà nei giorni del 12-13
Novembre 2016 il 4° meeting Corpi Minori - Asteroidi Comete Meteore.
delle sezioni di ricerca dell' UAI - Unione Astrofili Italiani
(www.uai.it)
Interverranno gli astronomi Albino Carbognani, esperto di Asteroidi e
Marco Fulle specialista della missione Rosetta.
Sabato 12 Novembre
14:30 Ritrovo in osservatorio
15:00 Inizio Lavori
20:00 Cena
22:00 Osservazione e Gruppi di lavoro
Domenica 13 Novembre
09:00 Inizio Lavori
13:00 Termine del convegno
Dettagli:
Sabato 12 Novembre
15:00 Tesi Luciano “Saluto Presidente”
15:20 Tombelli Maura “breve racconto di emozioni
al 104“
15:35 Galli Gianni Sezione UAI Asterodi
15:50 Milani Gianantonio Resp. Sezione UAI Comete
16:05 Stomeo Enrico Resp. Sezione UAI Meteore
16:20 Pluchino Salvo "Meeting tematici: le Sezioni UAI guardano verso il futuro"
16:30 Stomeo Enrico “Recenti osservazioni di meteore ”
17:00 Papini Riccardi “Due anni trascorsi a inseguire sassi in cielo: le nostre "piccole" scoperte”
17:30 Baruffetti Pietro "Le occultazioni asteroidali: un campo di ricerca per gli astrofili"
18:00 Carbgnani Albino “Perchè fare fotometria di asteroidi ?”
Domenica 13 Novembre
09:00 Franco Lorenzo Asteroidi: Inversione Curve di Luce e Spettroscopia'
09:30 Buzzi Luca "Le survey preofessionali: tra presente e futuro"
10:00 Milani Gianantonio "Fotometria e comete"
10:30 Trabatti Roberto "Sviluppi del software winAf[rho] - criticità"
11:00 Ligursti Rolando “fotografia cometaria “
11:30 Fulle Marco “Rosetta decifra la formazione dei Sistemi (Extra) Solari”
12:30 Bacci Paolo “TNOs Recovery”
Il 9 maggio 2016, si è assistito al transito di Mercurio sul Sole, una rara occasione per assistere al raro evento astronomico,e perchè no, conoscere meglio il più piccolo pianeta del nostro sistema solare.
Per l'occasione l' Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese, ha aperto le porte al pubblico dalle ore 12.30, mettendo a disposizione una batteria di strumenti: i due rifrattori montati in parallelo ai telescopi da 0.60-m e 0.40-m, un Coronado, un binoscopio, un LX200 da 10" ed il fratellino minore da 8".
la giornata non è certo iniziata secondo le aspettative il cielo completamente coperto non permetteva di osservare il transito.
Questo indubbiamente ha fatto si che molte persone non ci abbaino raggiunto, scoraggiate dalle previsioni meteo. Presenti ed organizzati gli alunni del Liceo dell' Istituto OmniComprensivo San Marcello Pistoiese con alcuni visitatori speranzosi.
Il primo contatto tra il mercurio ed il Sole è avvenuto alle 13.12 (LT), con una durata prevista di 7 ore e 30 minuti, ben dopo il tramonto della nostra stella.
Purtroppo le condizioni meteo non ci hanno permesso di vedere l'inizio, ma improvvisamente una prima schiarita ci ha mostrato il piccolo pianeta sul disco del Sole, in compagnia di una ben visibile macchia solare (2542).
Clicca per ingrandire.
Quindi tuti a correre ai telescopi ad ammirare lo spettacolo.
Poi di nuovi le nubi, e quindi ci rechiamo nella Sala Conferenze, per conoscere un po più da vicino Mercurio.
Mercurio il più piccolo pianeta del nostro sistema solare,con un diametro di soli 4.879 km (poco più grande della nostra Luna), oltre ad essere il più vicino al sole ha l'orbita più eccentrica con un valore di 0.2. La sua rotazione e molto lenta infatti impiega 58 giorni 15 ore e 30 minuti per ruotare su se stesso, con un periodo orbitale di 87.97 giorni. Di fatto è in risonanza con il sole 3:2, cio significa che un in un anno ci sono 1,5 giorni !!!
Il transito di mercurio sul Sole è servito in passato per determinare la distanza Terra-Sole ( e di conseguenza le distanze di tutti gli altri corpi del sistema solare, in base alla 3° legge di Klepero), ma è stato utile anche per determinare se avesse un atmosfera e/o uno o più satelliti. Inoltre è stato utilizzato per determinare il diametro del pianete e del Sole stesso. Questo piccolo corpo celeste presenta un piccolo campo magnetico, è presenta un nucleo decisamente inusuale composto da ferro e nichel per circa il 70% mentre la crosta formata da silicio è solo il 30%.
La superficie del pianeta è butterata da crateri, e appare molto simile a quella della nostra Luna.
Ma le sorprese non finiscono qui, infatti l'orbita di Mercurio sembra non rispettare le leggi di Keplero e di Newton, il suo Perielio, se pur di poco, si sposta e la sua orbita sembra essere "caotica".
Beh nel 1915 un certo Eistein con la sua famosa legge sulla relatività, spiega il fenomeno introducendo la quarta dimensione: spazio-tempo. Ebbene l'orbita di Mercurio conferma quanto postulato dallo scienziato.
Le anomalie orbitali di Mercurio sono dovute alla curvatura dello spazio-tempo. Questo ci riporta alla sensazionale scoperta annunciata l' 11 febbraio del 2016 delle Onde Gravitazionali.
Ma torniamo al nostro transito, pian piano Mercurio avanza sul disco solare, rispettando gli orari previsti.
Nel frattempo vengo acquisite ulteriori immagini, finché il cielo non si è coperto definitivamente, impedendoci di seguire l'evento nella sua totalità.
Nonostante le velature siamo riusciti ad intravedere anche alcune protuberanze solari con il Coronado. ( si intravede anche Mercurio sulla destra )
Alla fine è stato davvero una bellissima giornata, che si è conclusa con un servizio televisivo andato in onda il giorno dopo sul RAI 3 Toscana.
In attese del transito di Mercurio sul Sole del prossimo 9 maggio, sono state svolte alcune prove fotografiche.
Il Sole presente una macchia solare decisamente molto grande " a forma di cure".
Alcune immagini sono state riprese con gli studenti del Liceo Scientifico di Livorno.
Di seguito immagini scatta 11/04/2015
Confronto tra le dimensioni della Macchia Solare e la TERRA !!!
La luna ripresa la sera del 15/04/2016, nonostante la immancabile presenza di velature.
Ripresa dall'osservatorio Montano la grande macchia solare AR 2192 ripresa il 23/10/2014, con il rifrattore da 15 cm e filtro solare.
Nonostante alcune velature è stato possibile ammirare l'immenso gruppo di macchie solare le cui dimensioni sono veramente impressionanti, come evidenziato nella immagine che segue.
Utilizzando il coronado è stato possibile notare le protuberanze solari
Particolare della macchia solare AR 2192 (scatto singolo)