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sabato 31 agosto 2019

2I/Borisov la cometa interstellare

Dopo la scoperta del primo oggetto interstellare denominato ‘Oumuamua avvenuto nell’ottobre del 2017, il Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese ha dato nuovamente il suo contributo ad una sensazionale scoperta: una nuova cometa che quasi sicuramente ha origini interstellari, cioè provenienti dall’esterno del nostro Sistema Solare e si tratterebbe del primo caso in assoluto nella storia dell’umanità.
Il 30 agosto 2019 l’astrofilo Gennardy Borisov con il suo telescopio privato in Crimea scopre una nuova cometa che inizialmente sembrava provenire dalla Nube di Oort, ai confini del nostro sistema solare ma con il passare del tempo e con l’aumentare delle misure effettuate da altri osservatori, si è notato che l’orbita assumeva sempre più con certezza caratteristiche iperboliche ovvero con eccentricità maggiore di 1.
Il tutto però reso più difficile dal fatto che questo oggetto è osservabile per poco tempo, poco prima dell’alba; nonostante le difficoltà, anche dall’Osservatorio di San Marcello, Paolo Bacci e Martina Maestripieri utilizzando il telescopio da 60 cm sono riusciti a riprendere l’oggetto cometario per due mattine consecutive contribuendo con le proprie misure a determinarne meglio l’orbita.
Dopo i calcoli e le osservazioni fatte dagli astronomi, l’11 settembre esce la Circolare MPEC del Minor Planet Center in cui si annuncia la scoperta di questa nuova cometa denominata C/2019 Q4 (Borisov), precisando che presenta caratteristiche tipiche di un oggetto interstellare con una eccentricità dell’orbita da record (valore=3, mai registrato finora) e che sono necessarie ulteriori osservazioni per poter confermare con certezza tale ipotesi.
Nelle immagini riprese dall’Osservatorio di San Marcello (codice MPC 104), effettuate con pose da 60 secondi, è stata evidenziata la natura cometaria del corpo celeste poichè presentava una chioma di 10” ed una coda ben evidente lunga 25”/P.A. 320.
La nuova cometa attualmente si trova a 3 Unità Astronomiche (circa 750 000 000 di Km) e raggiungerà il perielio il 10 dicembre 2019 a 1,9 Unità Astronomiche dal Sole. L’oggetto chiomato potrà essere osservato dalle nostre zone con adeguata strumentazione ancora per poco tempo, prima di dirigersi verso il sud del nostro emisfero, dove potrà essere ripreso fino alla metà del 2020; per cui ci sarà tempo sufficiente per poter studiare in modo più approfondito questa cometa interstellare, a differenza di ‘Oumuamua che invece è stato possibile osservare per pochi mesi.
C/2019 Q4 sembra provenire dalla zona di cielo tra le costellazioni di Cassiopea e Perseo ed è diretta verso la costellazione Ottante nell’emisfero Sud.
Verosimilmente, la cometa per miliardi di anni è rimasta inattiva e, mentre si stava avvicinando al nostro Sole, riscaldata dal suo calore, ha iniziato per la prima volta nella sua storia ad emettere gas e polveri tanto da renderla sufficientemente luminosa (attualmente ha mag.18) da essere scoperta.
Figura 1 – Immagine della Cometa C/2019 Q4 ottenuta dall’osservatorio 104 San Marcello da Paolo Bacci e Martina Maestripieri


Figura 2. Elementi orbitali di C/2019 Q4 accreditati da Davide Farnocchia del JPL-NASA


Figura 3. Orbita preliminare della Cometa Interstellare C/2019 Q4

mercoledì 25 ottobre 2017

1I/'Oumuamua - C/2017 U1 (PANSTARRS) interstellar comet (now A/2017 U1) -

La notte del 18/10/2017 il telescopio F51 Pan-STARRS 1, Haleakala. scopre un nuovo oggetto celeste. Inserito tra gli oggetti della pagina del Minor Planet Center NEOCP con la sigla provvisoria P10Ee5V.
Dall'osservatorio di 104 San Marcello Io e Martina Maestripieri la sera del 19/10/2017 CONFERMIAMO il corpo celeste, cioè siamo i primi ad averlo ritrovato dopo gli scopritori.
Il 25/10/2017 alle ore 03:53 UT esce la circolare MPEC 2017-U181: COMET C/2017 U1 (PANSTARRS), con la quale viene annunciata la scoperta della Cometa C/2017 U1.

Questa MPEC è davvero insolita in quanto riporta un avviso:

"Further observations of this object are very much desired.  Unless there
are serious problems with much of the astrometry listed below, strongly
hyperbolic orbits are the only viable solutions.  Although it is probably
not too sensible to compute meaningful original and future barycentric orbits,
given the very short arc of observations, the orbit below has e ~ 1.2 for
both values.  If further observations confirm the unusual nature of this
orbit, this object may be the first clear case of an interstellar comet."
 
Immagine della conferma da San Marcello
 

Potrebbe trattarsi del primo caso di cometa interstellare, ovvero di una cometa non appartenete al nostro sistema solare,  con un orbita, se confermata, iperbolica.

Orbital elements:
    C/2017 U1 (PANSTARRS)
Epoch 2017 Sept. 4.0 TT = JDT 2458000.5
T 2017 Sept.  9.41719 TT                                MPCW
q   0.2515404            (2000.0)            P               Q
z  -0.7541603      Peri.  241.01670     -0.63536548     +0.68733697
 +/-0.0181483      Node    24.61531     +0.49903801     +0.71329677
e   1.1897018      Incl.  122.32770     -0.58929769     -0.13702411
From 34 observations 2017 Oct. 18-24, mean residual 0".5.



Per noi è davvero una grande soddisfazione aver partecipato attivamente a questa importante scoperta che, se verrà confermata, sarà il primo oggetto scoperto proveniente dall'esterno del sistema solare.

Al momento della conferma qualcosa non tornava tanto come ho riportato su un post: "Nella NEOCP c'è un oggetto, confermato dalla nostra Martina Maestripieri, davvero molto particolare, tanto da fare "impazzire" find_orb :-). Così sembra dalle primissime misure. Inizialmente non ci avevano riconosciuto le misure ma alla fine le hanno inserite, vedremo nei prossimi giorni. Buone osservazioni."

 

Adesso ci metteremo a lavoro e continueremo ad osservare questo debole oggetto che ha una luminosità di 20 mag.

Di seguito l'immagine ottenuta il 25/10/2017 dalle effemeridi del MPC doveva avere una Mag. di 20.6 noi lo abbiamo misurato 21.5 !!!

Seconda immagine ottenuta da San Marcello
Controllo delle misure ottenute da San Marcello

Il 25/10/2017 il Minor Planet Center con circolare MPEC 2017-U183: A/2017 U1, annuncia che l'oggetto NON è una Cometa.

Il 26/10/2017 esce la  M.P.E.C. 2017-U185 dove sono incluse le nostre misure


MPEC con le misure di San Marcello

Incrociamo le dita, potremmo entrare nella storia :-)

Animazione delle immagini di conferma
According to Gray, "Comet PanSTARRS appears to have entered the solar system from the direction of the constellation Lyra, within a couple of degrees of right ascension 18h 50m, declination +35° 13′. That's tantalizingly close to Vega — and eerily reminiscent of the plot of the movie Contact — but its exact path doesn't (yet) appear to link any particular star"

La zona da cui dovrebbe provenire l'asteroide A/2017 U1
Orbita di A/2017 U1


Ed arriva anche lo spettro ripreso da Alan Fitzsimmons al telescopio di La Palma 4.2 m, direi spostato verso il "Rosso" simile ai KBOs.
Spettro A/2017 U1

Altro colpo di scena: il 6 novembre il MPC e UAI hanno deciso una nuova designazione 1I/'Oumuamua; and 1I/2017 U1 ('Oumuamua) come da M.P.E.C. 2017-V17 .

Ulteriori osservazioni fotometriche hanno confermato l'orbita quando l'oggetto era  di mag >23 !!

Anche il VLT dell'ESO ha osservato l'asteroide riuscendo a determinare il periodo di rotazione in 7.3 h, con un discreta ampiezza nella curva di luce, dala quale si evince che l'oggetto interstellare è molto allungato con un rapporto lunghezza/altezza di 10:1 con l'asse maggiore lungo ~400 metri. Analisi spettroscopiche hanno pemesso di determnare e confermare che l'oggetto e "rosso". Questi ullteriori dati fanno pensare ad un oggetto decisamente coeso, per cui non si può escludere che sia formato anche da metalli.
Dalle sessioni fotometriche l'OSI è rosultato avere un ampizza di lumonositàdi 2.5 mag. (g= 22.15 g= 24.6).
Rappresentazione artistica

Curva di Luce di 1I/2017 U1

Citazioni

  1. 1I/‘OUMUAMUA AS A TIDAL DISRUPTION FRAGMENT FROM A BINARY STA
    R SYSTEM arxiv1712.01823.pdf
  2.  ʻOumuamua, il primo asteroide interstellare Albino Carbognani
  3.  1I/‘OUMUAMUA AS A TIDAL DISRUPTION FRAGMENT FROM A BINARY STAR SYSTEM arXiv:1712.01823v2

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